E' un Italia oscurantista e tipicamente medioevale con tutti i diritti agli uomini e tutti i doveri alle donne quella che viene fuori dalle dinamiche interne alla casa più spiata d'Italia, ovvero quella del Grande Fratello VIP; da molti considerato un gioco - primi tra tutti proprio dai vip concorrenti del reality - ma che in realtà altro non è che un modo per analizzare le reazioni umane in determinate situazioni.

Il reality che rappresenta la società italiana

Un esperimento sociale e antropologico, oltre che psicologico, che dipinge e rappresenta la società moderna nelle sue diverse sfumature e sfaccettature; rappresentazione che, in occasione della speciale edizione riservata ai personaggi noti dello sport, tv e spettacolo italiani, sta lasciando letteralmente senza parole e al contempo sta sollecitando numerose riflessioni.

A neanche qualche settimana dall'apertura della grande casa e dall'avvio del programma, di parole ne sono state dette tante, forse troppe. E a nulla sono serviti i ripetuti richiami e reminder della conduttrice Ilary Blasi sul fatto che i concorrenti devono rispettare delle regole, morali ed etiche prima di tutto, proprio perché il reality è una trasmissione televisiva seguita da milioni di persone.

Le scuse non bastano a placare l'ira dei social

Cosa non molto chiara evidentemente all'ex calciatore Stefano Bettarini e al pugile nonché agente di Polizia, Clemente Russo, che hanno seppur ingenuamente e nella loro assoluta buona fede, lasciato trapelare il "reale" pensiero di parte di questa società in cui viviamo, che riprendendo le parole di Clemente Russo in risposta ai presunti tradimenti di Simona Ventura a danno di Bettarini, ha detto: "andava lasciata morta ammazzata a letto".

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Parole che giustificano la violenza e che hanno immediatamente suscitato l'ira e l'indignazione oltre che della diretta interessata - che ha già fatto sapere procederà per vie legali - anche della società civile italiana, quella parte di società che non giustifica la violenza, mai e per nessun motivo.

E dai commenti che si leggono sui social network , ma che si raccolgono anche per strada tra le persone, ciò che ha lasciato sconcertati è il fatto che il pugile, nonostante fosse stato messo a conoscenza del motivo della sua espulsione, inizialmente non percepisse la potenza distruttiva e distruttrice delle sue affermazioni rese tramite la televisione. Fatto gravissimo, ancor più perché Russo è anche un agente di Polizia, proprio quell'arma che tanto fa contro il femminicidio e la violenza contro le donne. E le sue pubbliche scuse sembravano fossero il frutto più di un dovere che non di una reale convinzione.