La  talentuosa cantautrice romana Nathalie ci racconta di come è cambiata la sua vita dopo il talent X Factor.

Durante il suo percorso artistico il suo stile ha subito diversi mutamenti. Perché è nata questa metamorfosi?

Non saprei dire se il mio stile abbia subito metamorfosi così profonde, da quando ho iniziato ho fatto in modo di rimanere fedele all'essenza di ciò che faccio, seguendo una naturale evoluzione nelle sonorità o esplorando vari aspetti della mia musica cercando di non limitarmi troppo. Ho sempre seguito ciò che sentivo profondamente di voler fare. La musica per me è prima di tutto un'esigenza, e quindi l'evoluzione è qualcosa che viene in maniera naturale, non deve mai essere una cosa pianificata. 

 Quanto è stata importante la partecipazione al talent X Factor nel 2010?

X Factor è stato per me un'esperienza intensa e una vetrina importante nel mio percorso musicale, iniziato molti anni prima nei locali romani.

Inoltre, direttamente o indirettamente, mi ha dato occasione di incontrare artisti e persone meravigliose come Elio, gli Skunk Anansie e tanti altri.

Complice una famiglia “multietnica” ha il privilegio di parlare varie lingue. Dal punto di vista professionale è un qualcosa che l’ha potuta aiutare nel suo mestiere?

Sono bilingue dalla nascita, a casa si parlava in francese e in italiano. Entrambi i miei genitori sono nati e cresciuti in luoghi in cui si mescolavano varie culture si parlavano varie lingue. Quindi sicuramente ho avuto un imprinting multiculturale e credo che sia una grandissima fortuna Secondo me è vera la frase "Chi parla varie lingue ha varie anime", sicuramente è una cosa che mi aiuta ad avere stimoli sempre diversi nello scrivere canzoni, non solo per i testi, ma anche per i mondi musicali che si possono esplorare.

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Cosa ricorda di San Remo?

La settimana del Festival è qualcosa di talmente denso e intenso che è davvero difficile da definire;  avevo appena terminato l'avventura di X Factor poco prima, poi registrato l'album "Vivo Sospesa" in tempi record ed ero sempre in giro per promozione. In generale, a parte lo stress, ricordo l'emozione grandissima di salire su quel palco, suonare una mia canzone con l'orchestra, i consigli di Gianni Morandi al telefono nelle settimane prima del Festival, gli incontri con altri artisti partecipanti, momenti faticosi ma tante situazioni anche surreali e divertenti.

Ha collaborato con cantautori importanti della musica italiana, con chi ha avuto maggior feeling?

Si, ho avuto la fortuna di incontrare e collaborare con alcuni artisti e band incredibili, ed  è davvero difficile scegliere! Se dovessi proprio nominarne uno, sicuramente è Franco Battiato, che mi ha dato molti consigli preziosi e mi ha donato la sua presenza in una mia canzone per me molto importante.

Lui è davvero un esempio di coerenza e spessore musicale e inoltre è una persona di grande umanità e ironia!

 L’ultimo suo album è datato 2013, c’è qualcosa di nuovo in cantiere?

Si, attualmente sto lavorando sul nuovo album... In questi tre anni ho composto molte nuove canzoni e  questa volta ho sentito anche l'esigenza di dedicarmi in modo artigianale a prearrangiare alcuni brani prima di portarli in studio, suonando o scrivendo le parti di vari strumenti. Per la produzione vera e propria invece mi sto affidando all'ottimo­ Francesco Zampaglione, con lui si è creata subito una bella alchimia.  Questo nuovo lavoro sarà un'evoluzione del mio mondo musicale, coerente ma con delle novità. Sicuramente sarà un album con più groove!

 Perché  ha dovuto affrontare anni di sacrifici per emergere e poi affermarsi?

Non saprei dare una riposta certa, ma posso azzardare un'ipotesi: probabilmente faccio musica non esattamente "standard" per questo periodo storico, e inoltre ho sempre voluto, per mia esigenza, conservare la purezza e verità di quello che faccio e quindi non sono mai riuscita ad accettare dei compromessi che magari mi avrebbero sì aiutato ad emergere con più facilità, ma che mi avrebbero snaturato.