A Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer andato in onda martedì su Raitre, abbiamo assistito a uno scontro verbale tra Asia Argento e Vladimir Luxuria. L'argomento è sempre lo stesso da mesi: le molestie sessuali nel mondo dello spettacolo. L'attrice, per la seconda volta è stata invitata a Cartabianca per dibattere sulla veridicità della sua denuncia per molestie nel caso Weinstein. Asia Argento ha esordito affermando che la legge italiana dovrebbe essere rivista poiché i sei mesi previsti per denunciare una molestia è un periodo di tempo troppo breve e le donne, per timore di non essere credute, spesso non hanno la forza di denunciare.

Luxuria ha ribattuto che una molestia è ritenuta tale se realizzata nonostante il dissenso di uno dei due, polemizzando duramente con l'attrice e ha ribadito il concetto che denunciare sui social o negli studi televisivi dopo vent'anni è pentimento tardivo. Secondo Luxuria, Asia Argento ha cavalcato l'onda mediatica che ha avuto origine in America. Asia sui social e in televisione ha dichiarato di avere avuto rapporti con il produttore, con cui però ha lavorato, servendosi spesso nei suoi spostamenti del suo aereo privato. La violenza per l'ex parlamentare è un rapporto forzoso e violento e non un rapporto accettato per non compromettere la carriera. L'attrice si è molto arrabbiata e nello studio sono volati termini pesanti e Luxuria è stata accusata di non difendere le donne ma soltanto le minoranze.

Aumentano a macchia d'olio le denunce mediatiche di molestie sessuali

In effetti dopo il caso Weinstein, il tema delle molestie sessuali ha ampliamente coinvolto due continenti: America e Europa. In Italia il regista Fausto Brizzi è stato accusato d'aver molestato verbalmente e fisicamente giovani attrici. Queste dichiarazioni (finora mai dimostrate) hanno leso la sua figura sia in ambito professionale che familiare e, presumibilmente stroncato la sua carriera. In Gran Bretagna quindici, tra ministri e sottosegretari del governo May più una cinquantina di parlamentari in gran parte conservatori, tra cui l il braccio destro della premier, Damien Green, sono stati denunciati per molestie sessuali.

ln Norvegia da qualche giorno è stata rivelata la news, secondo cui l'ex genero del re di Norvegia ha riferito d'avere subito molestie da Kevin Spacey che l'avrebbe palpeggiato durante un evento organizzato in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace. Oltreoceano nelle ultime settimane sono stati accusati personaggi celebri tra cui: Dustin Hoffman, Silvester Stallone, Ben Affleck decine di altri attori, registi, presentatori, trasformati in carnefici (o vittime secondo i punti di vista) da questo circo mediatico. Sempre negli Stati Uniti negli ultimi giorni Matt Lauer, dal 1997 alla guida del Today show, è stato licenziato dall'emittente perché accusato di aver tenuto un "comportamento sessualmente inappropriato sul posto di lavoro".

Tutto ciò accade dopo il caso Weinstein e il rischio è che anche un approccio oggi sia ritenuta violenza.

Il fenomeno sembra non spegnersi più assumendo un andamento virale. Martedì sera, durante la trasmissione le Iene è stato proposto un altro caso presunto di violenza sessuale. Sarebbe stata effettuata vent'anni fa da un famoso cantante italiano a discapito di un cameriere al tempo sedicenne. Ci auguriamo che non si crei un patibolo mediatico. Teniamo a ricordare casi di cronaca (Gigi Sabani, caso vallettopoli ad es.) i cui processi mediatici hanno distrutto la vita degli accusati per poi rivelarsi in tribunale privi di fondamenta.