Agli amici e a chi lo ha intervistato negli ultimi giorni della sua vita raccontava di combattere come un leone contro una malattia. Paragonava la sua condizione a quella di chi era in guerra. Per discrezione e pudore, non aveva fornito notizie su quel nemico che ha avuto la meglio e lo ha spento lunedì scorso [VIDEO] a 60 anni. Ma alternava ottimismo, desiderio di vivere e di veder crescere sua figlia Stella, che di anni ne ha cinque, e di non lasciar sola la moglie Carlotta, alla consapevolezza di avere poco tempo da vivere. E di non potere arrivare in vita fino alla prossima estate, così come è purtroppo accaduto. fabrizio frizzi era stato colpito da un tumore al cervello: è quanto emerge dal racconto degli amici e dall'analisi fatta dal medico e politico Melania Rizzoli con un intervento su "Libero quotidiano".

Intanto ieri, oltre 10mila persone hanno voluto rendere omaggio al conduttore gentile della tv nella camera ardente allestita a viale Mazzini, sede della Rai, rimasta aperta un'ora in più per fare accedere persone. E oggi alle 12 i funerali a Roma con maxi schermo in piazza del Popolo, nella Chiesa degli Artisti, trasmessi in diretta su Rai uno.

Un'amara verità

Non aveva voluto rivelare dettagli sul male che l'aveva colpito. Secondo il medico chirurgo Melania Rizzoli, che in un articolo aveva provato ad analizzare quanto successo a Frizzi negli ultimi mesi, il conduttore si stava sottoponendo a sedute di chemioterapia e radioterapia. Era consapevole di essere affetto da una malattia che aveva coinvolto il suo cervello. L'ischemia che lo aveva colpito il 23 ottobre scorso era stata un campanello d'allarme di una patologia ben più grave e che ha causato l'emorragia celebrale fatale.

"Dopo l'ischemia lotto per vedere mia figlia crescere", aveva detto in un'intervista. "Non è finita, sto lottando come un leone", diceva. E prometteva che, se fosse guarito, avrebbe raccontato tutto nel dettaglio diventando testimone della ricerca scientifica in cui credeva e che lo stava curando. Credeva nella medicina, lui che era stato donatore di midollo osseo [VIDEO]. Purtroppo la malattia ha preso il sopravvento e l'ha stroncato inaspettatamente. Per la Rizzoli, il conduttore della porta accanto è stato molto sfortunato perché l'emorragia cerebrale che l'ha colpito non sempre causa la morte, soprattutto nei soggetti sottoposti a cure quotidiane. Nel suo caso, secondo la specialista, la perdita di sangue è avvenuta all'interno del cervello, aggravando il quadro clinico.

Battaglia disperata, la testimonianze degli amici

Tra i tanti amici che in queste ore l'hanno ricordato, c'è la testimonianza di Giancarlo Magalli, collega in Rai di Frizzi. Magalli, in un post su Facebook, ha voluto svelare gli aspetti sconosciuti degli ultimi mesi vissuti dal conduttore romano: "Conduceva una battaglia disperata, non voleva che se ne parlasse per paura di dover smettere di lavorare.

Abbiamo tutti rispettato questo suo desiderio, la Rai per prima", ha scritto Magalli. Nell’ultimo messaggio che gli ha inviato qualche settimana fa, non ha rinunciato all'ironia e a strappare il sorriso pure in una comunicazione tanto drammatica: “La terapia c’è e la sto facendo. Non sarà facile, ma spero di portare a casa la pellaccia”. E un altro amico, Massimo Giletti, ha raccontato che sapeva che non sarebbe arrivato a quest'estate, ma aveva preferito lavorare per non far pesare a nessuno il suo dolore profondo. "Spero di guarire, intanto mi diverto a fare il programma, sperando tutto vada nella giusta direzione", aveva scritto in uno degli ultimi messaggi ad Enrica Bonaccorti.