Michele Bravi, sabato 18 gennaio scorso, si è presentato nello studio di Verissimo per concedere a Silvia Toffanin un'intervista in esclusiva, riguardo il suo stato di salute e il suo rientro in scena musicale. Ha, a lungo parlato, della sua sofferenza, delle sue amicizie, dell'iter terapeutico seguito per poter tornare a sorridere e a cantare. La sua confessione ha commosso tutti, a più di un anno di distanza dal terribile incidente in cui ha perso la vita una donna.

Michele Bravi: la sua vita sospesa

Ha scelto gli studi di Verissimo, Michele Bravi per rompere il suo lunghissimo silenzio. Ha voluto Silvia Toffanin al suo fianco per confidare il suo malessere, le cure, la strada intrapresa, tutta in salita, per riemergere dal baratro in cui era sprofondato.

Era il 22 novembre 2018 quando, terminate le prove del tour, stava tornando a casa, alla guida della sua auto. Quella sera, inseguito ad un tragico incidente, la sua vita è cambiata per sempre. Nello schianto, morì una donna. Il trauma ha gettato nello sconforto Michele Bravi che, ripercorrendo questo anno durissimo, ha ammesso: "Non riuscivo più a sentire gli altri, avevo la sensazione di non vivere la realtà e il mio modo di percepirla era molto forte". Per uscire dallo stato di perenne sconforto in cui versava, per cercare di riacquistare un po' della sua gioia di vivere, per poter tornare a calcare le scene musicali, ha avuto al suo fianco l'amore della sua famiglia, l'amicizia di Chiara Galiazzo, e il supporto di una persona speciale, che ora si è trasferita all'estero.

Quest'ultima, in particolare, lo ha aiutato a tornare alla realtà, sostenendolo sempre. Ricorda, tra gli altri, un episodio che lo ha molto segnato. In viaggio verso casa dei genitori in Umbria, quest'anima amica, permettendogli di ascoltare in maniera ossessiva Always remember us this way di Lady Gaga, gli ha ricordato che la via d'uscita per lui risiedeva fondamentalmente nella musica.

Non ha voluto parlare, invece, del processo e, per riservatezza, ha elegantemente glissato sulle domande specifiche.

Michele Bravi: il metodo EMDR

Ma gli affetti non bastano, quando i problemi si radicalizzano ed i traumi bloccano l'intero agire, servono terapie psicologiche mirate per risollevare il destino degli afflitti. Michele Bravi ha spiegato di essersi affidato all'EMDR, acronimo di 'Eye Movement Desensitization and Reprocessing', che tradotto in italiano suona così: Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.

Si tratta di un trattamento psichico interattivo da condursi su soggetti traumatizzati da eventi come lutti o perdite importanti. Il paziente viene invitato a ripercorrere le esperienze negative mentre lo psicoterapeuta lo distrae, muovendo le sue dita davanti agli occhi, sulle braccia o sulle ginocchia. Il percorso si protrae fino ad ottenere un'assimilazione dei fatti e un superamento dello shock.

E grazie a questo approccio che Michele Bravi oggi può dire di essere tornato a parlare e a sentire. E forse, presto, anche a sorridere!

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