Barbara D’Urso ha avviato una causa legale contro Mediaset presso il tribunale di Milano, a seguito del fallimento della mediazione. Assente dai palinsesti da tre anni, la conduttrice contesta presunte violazioni del Codice Etico Mediaset e il mancato pagamento dei diritti d’autore per programmi firmati in sedici anni, incluso il format di sua proprietà 'Live non è la D’Urso'.
Al centro della vertenza anche un post del marzo 2023, dal profilo ufficiale 'Qui Mediaset', ritenuto offensivo. L'azienda lo attribuì a un presunto attacco hacker, spiegazione mai accettata da D’Urso, che attende scuse formali.
Ulteriori limitazioni riguardano l'obbligo di sottoporre preventivamente gli elenchi degli ospiti delle sue trasmissioni all'approvazione delle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin, figure chiave negli equilibri editoriali del gruppo.
Le contestazioni: diritti e autonomia editoriale
I legali evidenziano come il mancato versamento dei diritti d’autore si inserisca in un più ampio contesto di mancato riconoscimento del lavoro creativo. Si contesta la mancata remunerazione per le trasmissioni firmate in sedici anni e per il format 'Live – Non è la D’Urso', di cui D’Urso rivendica la titolarità. Dagli atti emerge che la conduttrice avrebbe subito restrizioni nella gestione editoriale, dovendo sottoporre a preventiva approvazione gli elenchi degli ospiti alle produzioni legate a Maria De Filippi e Silvia Toffanin.
Tale richiesta, se accertata, configurerebbe una significativa limitazione dell'autonomia professionale.
Tra le circostanze contestate figurano indiscrezioni su presunte tensioni interne, con scelte editoriali che avrebbero favorito altri programmi come 'Verissimo', consolidando un assetto alternativo nel panorama televisivo italiano. La vertenza, superate le ricostruzioni giornalistiche, si concentra sulle rivendicazioni economiche e legali. La mediazione si è conclusa senza accordo né reintegro nei palinsesti.
Rapporto storico e prospettive future
La scelta di Barbara D’Urso di procedere per vie giudiziarie segna la fine di un rapporto professionale ultradecennale con Mediaset. Il gruppo ha sempre difeso la propria posizione, attribuendo il post controverso a un'incursione malevola esterna, negando un'azione deliberata.
Le presunte violazioni del Codice Etico e le contestate limitazioni editoriali saranno elementi chiave del procedimento legale.
I prossimi mesi saranno cruciali non solo per il futuro professionale di D’Urso, ma anche per le dinamiche del settore televisivo italiano. Il caso potrebbe ridefinire le regole sul riconoscimento del lavoro creativo e i rapporti tra conduttori, produttori e broadcaster nel sistema nazionale.