Milo Infante è la principale novità dei palinsesti Mediaset per l'autunno 2026, scelto per rafforzare l’offerta informativa con un focus sulla cronaca e il tempo reale. Il debutto è fissato per il 24 agosto con tre programmi: Ore 11, striscia quotidiana su Retequattro alle 10:50; Verità Nascoste – Il Diario, su Canale 5 alle 16:45 per due settimane; e Verità Nascoste, in prima serata su Retequattro ogni martedì dal primo settembre.
Il conduttore ha espresso un misto di apprensione e grande impegno per questa nuova avventura. La striscia mattutina su Retequattro sarà una vera e propria sperimentazione e un test per il pubblico Mediaset.
Il pomeriggio su Canale 5 rappresenta un'occasione straordinaria, anche se in competizione con un programma consolidato come La vita in diretta. Infante ha chiarito che l'obiettivo non è la concorrenza diretta con la Rai, ma piuttosto far conoscere un conduttore su una nuova rete. Ha sottolineato che si tratta di un percorso lungo, senza l'aspettativa di misurare gli ascolti immediatamente dopo l'esordio. La prima serata del martedì si preannuncia una sfida impegnativa, in un giorno già affollato da programmi come diMartedì su La7, con È sempre Cartabianca che si sposterà al mercoledì.
L'approccio alla cronaca e la sperimentazione
I punti di forza dei nuovi format, secondo Infante, sono il tempo reale e la memoria storica.
Ha evidenziato la capacità del team di Videonews, unito al gruppo autorale proveniente dalla Rai, di operare in armonia per seguire qualsiasi avvenimento. Gli ospiti coinvolti sono professionisti che conoscono a fondo la cronaca. Pur mantenendo la cronaca al centro, i programmi avranno ampi spazi di manovra su tutti i temi informativi correlati. Infante ha espresso la sua avversione per le campagne elettorali basate su promesse future, preferendo analizzare ciò che non è stato fatto e le alternative possibili.
I tre programmi si distinguono per toni e narrazione: la mattina avrà un approccio più soft, fungendo da esperimento. Il pomeriggio sarà uno spinoff del serale, anticipando i temi caldi della prima serata, che sarà caratterizzata da toni più accesi e colori più caldi.
La decisione di Infante di lasciare la Rai è scaturita dal bisogno di cambiare e dal desiderio di sperimentare nuovi programmi, una possibilità che gli era stata promessa ma mai concretizzata in Rai. La comunicazione del suo addio alla Rai è avvenuta il 10 maggio, seguita dai primi contatti con Mediaset il 12 maggio.
Crescita professionale e prospettive future
L'ingresso in Mediaset segna per Infante anche l'assunzione della carica di condirettore di Videonews, un ruolo che gli offre un ampio margine di crescita personale e professionale. Ha definito questo passaggio come un punto di arrivo, non di partenza, sottolineando l'importanza di imparare cose nuove anche a 58 anni. La sua scelta ha generato dibattito, con alcune critiche rivolte alla Rai per averlo lasciato andare.
Infante ha ribadito di essere sempre stato un battitore libero, lontano da schieramenti politici.
Riguardo al delicato equilibrio tra informazione e spettacolarizzazione della cronaca, Infante ha affrontato il tema del delitto di Garlasco. Ha sostenuto che, nonostante le accuse di morbosità, i programmi di cronaca accendono un faro importante, influenzando talvolta anche le indagini giudiziarie. Ha concluso che, pur potendo ridurre l'attenzione su casi specifici, l'interesse del pubblico è fondamentale e la televisione, come i giornali, si basa sulle risposte degli utenti, rendendo necessario trovare un compromesso.