A diciassette anni dalla loro rottura, avvenuta nel 2009, gli Oasis tornano sotto i riflettori con un documentario che si preannuncia un vero e proprio evento. Intitolato “Oasis: Don’t Look Back In Anger”, questo film non-fiction è stato ideato da Steven Knight e diretto da Dylan Southern e Will Lovelace. La pellicola esplora il recente e attesissimo tour mondiale di reunion Oasis Live ’25, un evento che ha riportato la band sul palco dopo un lungo silenzio. Il documentario farà il suo debutto fuori concorso alla prestigiosa Mostra del Cinema di Venezia, per poi arrivare nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 10 settembre, con le prevendite già attive.

Successivamente, sarà disponibile in esclusiva streaming su Disney+.

Il cuore della narrazione si concentra sulla complessa e spesso travagliata riconciliazione tra i fratelli Liam e Noel Gallagher, protagonisti di una prima intervista congiunta dopo oltre vent’anni. Dal trailer emergono dichiarazioni personali e cariche di emozione che svelano le dinamiche interne alla band. Liam Gallagher confessa: “Ora sento che sto esorcizzando dei demoni, tirando fuori tutta la rabbia”, e riguardo allo scioglimento del gruppo aggiunge: “Il modo in cui è finita... inaccettabile... non mi è andato giù”. Noel Gallagher, d’altra parte, mostra inizialmente una forte incertezza: “Non mi vedo proprio sul palco con Liam.

Non voglio tornare con quella tensione. Crollerà tutto di nuovo?”. Tuttavia, in un momento di riflessione, sottolinea l’impatto del fratello sul pubblico: “Le canzoni sono una cosa ma avevo dimenticato cosa rappresenta lui per le persone... Di sicuro non ero preparato a questa grande espressione d’affetto”. Il tour stesso viene presentato come un’opportunità per “cambiare la narrazione sulla band”, con immagini evocative di stadi gremiti dal Brasile al Giappone che testimoniano l’entusiasmo globale.

Il documentario tra backstage e memoria collettiva

Prodotto da Magna Studios e presentato da Sony Music Vision, “Oasis: Don’t Look Back In Anger” offre un accesso senza precedenti non solo agli spettacolari show dal vivo, ma anche alle intense sessioni di prove e ai momenti più intimi del backstage della band.

Questo film non-fiction è sapientemente costruito attraverso immagini esclusive e testimonianze dirette, che restituiscono in modo autentico sia l’atmosfera travagliata che ha sempre caratterizzato i Gallagher, sia il potenziale di rinascita che accompagna questa attesissima reunion. Il documentario rievoca le origini della crisi tra i due fratelli e le profonde ripercussioni che la separazione degli Oasis ebbe sul pubblico internazionale e sull’intera scena musicale pop-rock. Lo scioglimento nel 2009 aveva infatti segnato la fine di una delle band simbolo della scena musicale britannica degli anni Novanta e dei primi Duemila, lasciando un vuoto significativo.

Oasis: storia di un’eredità pop-rock

Se il documentario pone l’accento sugli aspetti più psicologici e biografici della riunione, non trascura di gettare uno sguardo sul valore inestimabile del repertorio della band. Gli Oasis sono stati, e rimangono, tra i gruppi più influenti dell’ondata britpop, autori di brani che sono diventati veri e propri inni generazionali, come “Don’t Look Back In Anger”, “Wonderwall” e “Champagne Supernova”. La loro influenza sul panorama musicale europeo e internazionale resta profondamente significativa, come evidenziato nel documentario dai numerosi concerti sold out registrati in vari continenti. Il ritorno degli Oasis sulle scene, sia attraverso questo film che con le nuove esibizioni, rappresenta per il pubblico un’occasione unica per ritrovare non solo la loro musica iconica, ma anche i simboli e i conflitti di una stagione che ha indelebilmente segnato la cultura pop degli ultimi decenni.