"L'aereo era in fase di atterraggio a Bali, quando all'improvviso ho visto sempre più vicino il mare, e infine abbiamo colpito l'acqua", così Dewi, uno degli oltre 100 sopravvissuti all'incidente aereo occorso ad un velivo della Lion Air, racconta la sua paura.

E pensare che la compagnia aerea è un vettore low cost tra i più importanti d'Asia avendo una quota di mercato del 45% in Indonesia, un vasto arcipelago che proprio in questi anni sta vedendo un boom di crescita economica e di viaggi aerei. 

E pensare che poco tempo fa fece grande rumore la notizia che il suo fondatore Rusdi Kirana aveva siglato, a Parigi, un accordo da 24 milioni di dollari con la Airbus per l'acquisto di 234 aerei.

Il più grande ordine per l'aviazione civile.

Qual'è la sua storia attuale. E' il più grande vettore privato di Indonesia, è considerato partner commerciale in paesi quali la Thailandia, il Myanmar e il Vietnam, ha più di 559 ordini di aerei a fusoliera stretta in arretrato, ma mira ad arrivare a 1.000 nel giro di 10 anni.

La concorrenza asiatica è feroce, visto che la politica degli Indonesiani è paritetica a quella di Air Asia, che ha istituito ventures in tutta la regione per diventare l'operatore low cost più grande del sud est asiatico.

In campo sono scese anche Singapore Airlines e Qantas Airways iniziando a finanziare vettori di sconto e cercando di entrare in un mercato in forte crescita. Secondo Shukor Yusof, analista di Standard & Poor per Singapore, le prospettive per i vettori di bilancio nella regione sono eccellenti.

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La crescita si attesta intorno al 12% - 15% l'anno.

La Lion sta impostando una strategia d'impresa con la Malesia per sfidare Air Asia nel travel market della regione. Il Malindo Airways, che usufruirà degli aerei di Lion Air, dovrebbe iniziare le operazioni a partire da quest'anno.

Terreno fertile parrebbe essere anche il nuovo Continente, l'Australia, dove la compagnia con sede a Jakarta ha in mente un ulteriore join venture per sfidare Qantas, che detiene ancora il 65% del mercato. Attenzione anche a Virgin Australia Holdings che ha venduto una quota a Singapore Air nel 2012 e sta cercando di costruire alleanze con Tiger Airways e il vettore regionale Skywest Airlines.

Le compagnie low cost nate negli ultimi 15 anni nella regione sono più di una dozzina. Le quote di mercato sono passate da 1,1% del 2001 al 24% del 2012, secondo CAPA, una società di consulenza del settore aereo, e il traffico complessivo si espanderà al 6,4% all'anno per i prossimi 20 anni.

Sempre secondo Yusof  bisognerebbe spingere anche verso i mercati come Myanmar e Vietnam dove ancora non si è penetrati abbastanza. 

Il general manager di Lion Air, Sirait, ha detto che la crescita economica in questa parte del mondo è forte e questo si tradurrà in maggiore richieste di viaggi. La sua società ha pertanto anticipato i tempi ordinando un così numero cospicuo di aerei. E inoltre continuerà a cercare partner in tutta l'Asia.

E a proposito di Asia, la regione ha 10 volte la popolazione degli Usa ma ha circa un terzo del suo numero di aereomobili. Ma se si pensa che Lion, nata nel 2000 con un velivolo, oggi serve più di 36 destinazione, i presupposti ci sono. E come.

L'incidente di settimana scorsa però, il settimo per la compagnia, non ci voleva. Ed è certo che non aiuterà la compagnia di Kirana ad uscire dalla lista nera delle compagnie bandite sia negli Stati Uniti che in Europa.



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