Andare per vulcani attivi, rappresenta una avventura in stile pionieristico: spiagge colorate dalle eruzioni, acque sulfuree, fanghi, fumarole, fuoco, esplosioni, fumo…Vulcano, la prima delle due isole che si segnala, non è lontana dalla nave-appoggio Lipari; ci sono battelli che la raggiungono e anche barche private. Il tragitto (1,5 miglia marine) dura poco più di dieci minuti in aliscafo, oltre un'ora se scegliete di farvi accompagnare da un pescatore con la sua barca: barca e pescatore li troverete alla marina, discutete un poco sul prezzo soprattutto se intendete compiere il periplo dell'isola e salire alle bocche dei vulcani.

Perché, ovviamente, anche quest'isola è figlia di molti vulcani: della Fossa (Gran cratere, 386 mt), monte Aria, del monte Saraceno, di Vulcanello.

Qui, nel gran cratere, il dio Vulcano in compagnia dei Ciclopi aveva le sue rumorose officine, mentre le molte grotte costruite dall'uomo a sud dell'isola lasciano pensare a riti mortuari: secondo una leggenda i defunti - anche di altre isole - venivano inumati in queste grotte, per restare "vicino" ed ottenere la protezione del dio del fuoco, marito di Venere. Donna infedele, Venere farà esplodere più volte l'ira del marito geloso ( ira visibile all'esterno dai lapilli e dalle ceneri spinte verso il cielo).

Per realizzare il periplo e la salita al cratere con bagno rilassante al ritorno, nelle piscine geotermiche, occorre calcolare una partenza all'alba da Lipari; oppure decidere per una due giorni, in particolare se siete appassionati di kayak, che è la barca migliore per girare intorno all'isola e per godervi un mare incredibilmente limpido, dalle scoscese pareti ricche di vita.

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Sempre che possiate sopportare l'odore dello zolfo che aleggia nell'aria; ma a descrivere Vulcano si rischia una prosa stracarica di aggettivi qualificativi. Le foto che troverete qui possono fornirvi una prima idea senza necessità di parole, il resto potrete trovarlo su molti siti dedicati a questo patrimonio della umanità (anno 2000) perché "esempio eccezionale degli stadi principali della storia della terra, compresa la presenza di vita", come recita la motivazione dell' UNESCO.

A noi basta mettere la testa sotto un paio di metri d'acqua, quando la sabbia nera dirada verso il fondo e immaginare di scorgere non lontano lo scafo del "Bel-Ami" con Guy de Maupassant, in viaggio verso l'Africa , o Alexandre Dumas padre che fra queste isole navigò per quattro anni, seguendo in diretta la spedizione dei mille di Garibaldi e sparlando molto della nostra cucina, possiamo immaginare quando sotto i Borboni quest'isola era luogo dei dannati a cavar zolfo fra calore e vapori sulfurei… O pensare a come la vide Anna Magnani, quando nell'estate del 1949 sbarcò su quest'isola dimenticata da tutti, per raccontare la storia di Maddalena nel film"Vulcano": come visse quei giorni, lavorando a quel film, tragico, sapendo che poche miglia avanti, Roberto Rossellini girava Stromboli, terra di Dio tradendola con Ingrid Bergman? Anche questo, due metri sotto la superficie dell'acqua, il mare di Vulcano racconta e spiega.

Ecco la filmografia: Vulcano (1950 regia di William Dieterle con Anna Magnani), Vulcano-Los Angeles ( 1997 regia di Mick Jackson ), Vulcano ( (2009, regia di Uwe Janson).