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Si avvicina dicembre, tempo di feste, vacanze e di viaggi. Aeroporto internazionale. Due agenti, uno in divisa e l'altro in borghese con tesserino di riconoscimento ben visibile, fermano una persona di chiare origini orientali, potrebbe essere un malese o tailandese, che si sta aggirando fra i banchi del check in. Alla richiesta, in lingua locale ed in inglese, di mostrare il passaporto, l'individuo non risponde facendo mostra di non capire. Prima di procedere oltre l'agente in borghese si fa consegnare, spiegandosi a cenni, il cellulare. Lo esamina e dopo averlo restituito, gli agenti accompagnano in ufficio la persona fermata per i controlli del caso.

Non si sa come sia finita, ma quello che ha colpito è stata l'immediata richiesta da parte del personale di sicurezza di vedere il cellulare, prima ancora di verificare i documenti.

Le pistole nascoste sotto forma di cellulari non sono di certo una novità. Già nel 2000, un anno prima dell'attacco alle Torri Gemelle di New York dell'11 settembre 2001, la polizia Svizzera aveva intercettato un carico di armi che includeva un certo numero di pistole-cellulare. Questi dispositivi non possono funzionare come telefoni perché la parte di ricezione e trasmissione viene sostituita con un caricatore di 4 pallottole calibro 22 e un meccanismo di ricarica nascosto nell'antenna. Ruotando l'antenna si spingono indietro verso la base del cellulare quattro molle ad alta tensione.

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Ciascuna di esse può essere rilasciata separatamente premendo i tasti da 5 a 8. La molla colpisce la base della pallottola, immagazzinata nella parte superiore del telefono, quella con lo schermo, e innesca la pallottola che viene sparata fuori.

Si pensa che le prime pistole-cellulare siano state costruite nei Balcani dove è nato il mercato per questo tipo di armi che la malavita ha poi importato in Occidente. Questi congegni erano diventati così popolari in Germania che il proprietario di un nightclub club aveva disposto che i clienti lasciassero i cellulari in guardaroba per ragioni di sicurezza. In effetti queste armi sono difficili da individuare unicamente guardandole, e soltanto prendendole in mano ci si accorge della notevole differenza di peso. L'altro sistema per scoprire se si tratta di un finto cellulare è quello di far digitare un numero sulla tastiera per vedere se funziona come telefono, il rischio è che non sapete se c'è o no la sicura.

L'arma è efficace solo a breve distanza, ma, secondo la polizia, può essere mortale. Adesso sapete perché all'aeroporto oltre a cintura, scarpe, computer, gel e liquidi, vi controllano anche il cellulare.