Il turismo ad Assisi ha registrato una crescita significativa nel primo semestre del 2026, superando le 850.000 presenze nel comprensorio. I dati, elaborati dal servizio Turismatica della Regione Umbria, indicano un incremento di circa il 9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel dettaglio, i primi tre mesi dell'anno hanno visto circa 339.000 presenze, mentre il secondo trimestre ha raggiunto quota 517.000.

Un fattore determinante per l'impennata dei flussi turistici invernali è stata l'ostensione delle spoglie di san Francesco, avvenuta nel febbraio 2026.

Questo evento straordinario ha richiamato ad Assisi circa 400.000 pellegrini e visitatori, fornendo un impulso cruciale ai risultati semestrali. Il trend positivo è proseguito anche in primavera, sostenuto da un'offerta turistica più ampia e qualificata e da una campagna di promozione nazionale che ha consolidato Assisi come riferimento per il centenario francescano e come meta ideale per il turismo culturale e religioso.

Flussi turistici: prevalenza italiana e calo straniero

L'analisi dei dati rivela che il motore principale della crescita turistica sono stati i visitatori italiani, mentre si è registrato un calo delle presenze straniere rispetto al 2025. Questa diminuzione è attribuita al difficile contesto internazionale, che ha limitato l'afflusso di turisti extra-europei, in particolare dal mercato asiatico.

Le cause includono le tensioni geopolitiche, la chiusura di importanti scali aeroportuali e l'aumento dei costi dei voli aerei. Nel primo trimestre del 2026, gli arrivi di italiani sono aumentati del 31,1% e le presenze del 23,5%, mentre gli arrivi stranieri sono cresciuti solo del 4,7% e le presenze dello 0,3%.

La permanenza media dei visitatori in Umbria è scesa da 2,6 a 2,4 giorni, evidenziando un modello di turismo ancora orientato verso fenomeni di 'mordi e fuggi', spesso legati a grandi eventi e pellegrinaggi. La vera sfida, dunque, è trasformare questi flussi in soggiorni più lunghi e diffusi, capaci di coinvolgere l'intero territorio. Valter Stoppini, sindaco di Assisi, ha definito i dati come «molto positivi», sottolineando come «attrattività, offerta turistica di qualità e capacità di accoglienza battono le difficoltà».

Fabrizio Leggio, assessore al turismo, ha aggiunto che Assisi «contrasta la crisi internazionale e migliora il dato delle presenze nel primo semestre 2026 rispetto allo scorso anno, in controtendenza rispetto al quadro nazionale».

Programmazione turistica e prospettive future

La crescita del turismo in Umbria, secondo i consiglieri regionali di opposizione, è il frutto di una programmazione strategica avviata nelle precedenti legislature. Tale visione ha incluso investimenti significativi nella promozione nazionale e internazionale, la valorizzazione dei cammini e delle aree interne, e il sostegno al sistema ricettivo. Iniziative come “Scopri l’Italia che non sapevi” e “Cammini Aperti” sono state fondamentali per destagionalizzare l’offerta e distribuire i flussi turistici su tutto il territorio regionale.

Le statistiche ufficiali della Regione Umbria confermano che l'incremento turistico nel primo semestre 2026 è stato fortemente influenzato da eventi straordinari, quali l'ostensione delle spoglie di san Francesco e le celebrazioni del centenario francescano, che hanno generato un'ampia copertura mediatica. Tuttavia, è imperativo consolidare questa crescita attraverso il rafforzamento dei collegamenti, l'aumento della permanenza media dei visitatori e una promozione stabile e capillare su tutto il territorio umbro.

Non possono essere ignorate alcune criticità che potrebbero compromettere il settore. Ad esempio, la grave crisi idrica del Lago Trasimeno ha già impattato la stagione estiva, causando la sospensione dei collegamenti con l'Isola Polvese e difficoltà per operatori e strutture ricettive.

È altresì fondamentale garantire collegamenti efficienti, poiché ritardi, soppressioni dei treni e carenze organizzative incidono negativamente sull'immagine della regione e sulla qualità dell'esperienza dei visitatori.

Per una crescita duratura, è necessario abbandonare la propaganda e affrontare le vere sfide: riportare gli stranieri in Umbria, aumentare la permanenza media, valorizzare l'intero territorio regionale e consolidare un modello di sviluppo turistico basato su una programmazione a lungo termine. Solo così la crescita potrà diventare strutturale, diffusa e sostenibile nel tempo.