Le Dolomiti e l'Alto Adige stanno affrontando una crescente pressione turistica, un fenomeno che in autunno coinvolge non solo le località più note ma anche sentieri e borghi un tempo considerati lontani dai circuiti tradizionali. Il 10 ottobre 2026, a Bolzano, è emerso con chiarezza il quadro di questo overtourism, visibile nelle immagini delle lunghe code che si formano lungo i sentieri della Val di Funes. Qui, centinaia di visitatori si radunano, spesso al tramonto, per immortalare il paesaggio con lo scatto perfetto. Il caso della valle si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l'intero territorio altoatesino e la ridefinizione della distribuzione dei flussi turistici.
A caratterizzare questo scenario è la notevole presenza di visitatori provenienti dal Sud-Est asiatico, con una particolare incidenza di turisti dalla Corea del Sud. Questi si affiancano alle tradizionali comitive di lingua tedesca, osservabili anche nei centri urbani come Bolzano. Il fenomeno vede protagonisti soprattutto giovani e coppie che, dopo aver esplorato destinazioni classiche come Roma, Milano, Napoli e Venezia, si orientano verso mete considerate meno note. Secondo Kim HyunJin, esperto di turismo residente da anni in Europa, questa tendenza riflette la ricerca di “gemme nascoste”, una risposta alla saturazione delle destinazioni più celebri.
Il ruolo di televisione, web e social media
Un fattore determinante nel richiamo verso le Dolomiti è il ruolo crescente dei media asiatici. Programmi televisivi e format web specificamente dedicati al territorio altoatesino hanno contribuito in modo significativo a trasformarlo in una meta altamente riconoscibile e desiderabile per questo specifico pubblico. A questa esposizione mediatica si aggiunge l'influenza pervasiva dei social media. I visitatori sono sempre più motivati a essere tra i primi a raggiungere destinazioni ancora poco conosciute e a pubblicare contenuti percepiti come esclusivi, alimentando così un ciclo di scoperta e condivisione che amplifica ulteriormente l'attrattiva di queste aree.
La conseguenza diretta di questo fenomeno, evidenziata dal caso altoatesino, è un significativo spostamento del carico turistico oltre i circuiti abituali. Piccoli borghi di montagna e sentieri finora meno battuti stanno ora registrando presenze costanti, generando criticità legate all'affollamento. La Val di Funes, con i suoi iconici scorci verso le Odle e Santa Maddalena, è un esempio emblematico di questa trasformazione, con le lunghe code per lo scatto al tramonto e l'intensa frequentazione di aree naturali e abitate che testimoniano la nuova realtà.
La Val di Funes e le misure di contenimento
Di fronte a questa crescente pressione turistica, in Val di Funes la Provincia e il Comune hanno avviato un confronto per definire strategie di gestione e contenimento.
L'assessore provinciale al Turismo, Luis Walcher, ha convocato un incontro con i rappresentanti del Comune e con i responsabili dei settori trasporti, agricoltura e ambiente. Il lavoro in corso si concentra su diversi ambiti di intervento, tra cui la gestione degli autobus sovraffollati, la riorganizzazione dei parcheggi e la tutela.