Il sito di “divulgazione non controllata“ è spesso sotto i riflettori, ed è facile intuire il perché. Segreti governativi, email scambiate tra capi di stato e complotti terroristici sono tra gli argomenti più dibattuti, costati la libertà al fondatore #Julian Assange, che ha trovato “rifiugio” all’interno dell’Ambasciata londinese dell’Ecuador. #wikileaks ha fatto conoscere al mondo verità scomode ed è stato sempre al centro di speculazioni, dibattiti e teorie della cospirazione. A scatenare di recente gli animi degli internauti, sono stati dei messaggi criptici pubblicati sull’account #Twitter ufficiale di Wikileaks. Il primo risale al 4 febbraio. “What is the Vault7” (cos’è il Vault7), con l’immagine della “Doomsday seed vault” norvegese ha acceso i riflettori su questa faccenda.

La serie di messaggi criptici sul Vault 7

Nei successivi messaggi, Wikileaks si chiede:“Dov’è Vault7?”. Alla domanda è stata poi postata un’immagine inquietante di una vecchia miniera nazista contenente l’oro scoperto dall’esercito statunitense durante la Seconda Guerra Mondiale. Il "quando” è accompagnato dalla foto di un motore a reazione dell’Air Force Statunitense ed infine il “chi”, mostra le immagini delle “spie infami” Julian Assange, Edward Snowden e Bradley Manning. E’ partita la caccia alla decifrazione dei messaggi sui social network (soprattutto su Reddit), dove i teorici della cospirazione hanno già avanzato varie ipotesi.

Secondo i più pessimisti, Julian Assange sta cercando di avvisarci di un’imminente apocalisse che sta per colpire il pianeta, dato che si sono già verificati 6 eventi di estinzione di massa (il settimo sarebbe quindi in arrivo); altri invece credono si tratti di ulteriori rivelazioni riguardo un “governo ombra”, composto da funzionali statali di alto rango a cui si fa riferimento come “Il Gruppo del 7° Piano”. Nessuno per il momento ha la certezza assoluta di cosa stia per rivelare Wikileaks e su cosa significhi realmente “Vault7”, ma è chiaro che basterà essere pazienti per riuscire a venire fuori dall’ennesimo enigma cospirativo della rete.