Dopo i recenti fatti accaduti in #corea del nord ed inerenti all'ultimo lancio missilistico effettuato, ora sarebbero in arrivo ulteriori problemi per Pyongyang. La problematica da risolvere per il dittatore Nord Coreano #Kim Jong-un sarebbe inerente alla minaccia partita da alcuni hacker, i quali si direbbero intenzionati a sabotare il programma nucleare. Si tratterebbe dei Shadow Brokers, ovvero il gruppo di hacker che ha da poco rivendicato l'attacco informatico soprannominato "WannaCry". Il gruppo di esperti informatici è diventato pericoloso a seguito dell'hackeraggio ed alla successiva pubblicazione dei programmi della NSA, ossia l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Nazionale,

L'ultimo test nucleare in Corea del Nord è andato a buon fine

Secondo quanto riferito dalla testata giornalistica Sud Coreana The Korea Times, sembrerebbe che l'ultimo test balistico avrebbe avuto successo.

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Il missile avrebbe raggiunto una distanza di circa 700 chilometri dopo essere rimasto in volo per almeno 30 minuti. Da fonti locali si apprende che il missile lanciato da Pyongyang abbia terminato il suo percorso finendo in mare, proprio tra la Penisola Coreana ed il Giappone.

Il Giappone è su tutte le furie a seguito del test nucleare di Kim Jong-un

Il lancio missilistico effettuato dalla Corea del Nord ed arrivato fino al confine con il Giappone, ha scatenato la rabbia e la preoccupazione del governo giapponese. Quest'ultimo ha reagito in maniera molto negativa per quanto accaduto, condannando l'ennesima provocazione effettuata da parte di Kim Jong-un e riferendo che quest'ultima azione sia una palese violazione degli accordi internazionali.

Moon Jae-in ha convocato il consiglio di sicurezza

Il neo eletto presidente Sud Coreano Moon Jae-in aveva riferito ai media locali a seguito del suo insediamento, l'intenzione di voler aprire un dialogo con Kim Jong-un, proprio al fine di trovare un accordo di pace e riuscire, qualora ne fosse stato possibile, a ripristinare i rapporti commerciali tra Corea del Nord e quella del Sud.

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Una richiesta di pace che però è suonata come un ultimatum nei confronti di Pyongyang. Infatti il premier cudcoreano aveva preventivamente condannato l'utilizzo del nucleare da parte di Pyongyang, riferendo di essere intenzionato ad un accordo di pace solo ed esclusivamente nel caso in cui Kim Jong-un abbandoni i lavori sul nucleare ed i test missilistici.

A Pyongyang non interessano le minacce

Detto, fatto. Sono passati solo pochi giorni dalle dichiarazioni di Moon Jae-in e la Corea del Nord ha effettuato l'ennesimo test missilistico, stavolta riuscito e lanciato verso il Giappone. Ora si attendono le reazioni dei paesi coinvolti che, oltre al Giappone, il quale ha già parlato di "evidente violazione degli accordi internazionali" e la decisione che verrà presa a seguito del consiglio di sicurezza effettuato in Corea del Sud, desta preoccupazione anche la possibile reazione degli Stati Uniti d'America, presenti nei pressi della Corea del Sud con il presidio della flotta Vinson, due portaerei ed il sistema anti missile THAAD.

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