Su disposizione del Procuratore della Repubblica di Lecco Silvia Zannini è stato iscritto nel registro degli indagati un uomo di 45 anni, originario dei Lecco, ideatore di due e-book in cui comparivano i nomi e i profili Facebook di alcune donne single, residenti nella province di Lecco e Monza e completamente all'oscuro della cosa. L'abitazione dell'uomo è stata perquisita ed è stato visionato il suo computer sul quale ci potrebbero essere le tracce della raccolta del materiale da lui pubblicato. All'uomo si è giunti dopo un'indagine sui flussi monetari e gli scambi informatici della società che ha permesso la pubblicazione degli e-book in questione.

La società è la Lulu Press Inc, con sede a Raleigh in Carolina del Nord negli Stati Uniti, la quale si occupa di garantire una pubblicazione gratuita a tutti gli autori senza incaricare un editore. All'uomo si è giunti attraverso il soggetto titolare del copyright del catalogo, ovvero un associazione no profit alla quale l'indagato partecipa attivamente.

La storia del catalogo delle donne single

La vicenda è risaltata alle cronache alcuni giorni fa. In Procura è stata presentata una denuncia dopo che qualcuno ha notato la presenza in rete di questo catalogo, in cui comparivano i nomi di donne di varie età - alcune anche minorenni - delle province di Lecco e Monza che sui loro profili Facebook dichiaravano di essere single.

I dati sarebbero stati visionati e messi in circolazione a loro insaputa. Molte hanno dichiarato di voler intraprendere azioni legale e alcune hanno proposto di agire in modo collettivo contro questa violazione della privacy.

Sono circa 1200 le donne coinvolte a loro insaputa

Le donne i cui nomi sono stati riportati nel catalogo sono circa 1200 e paiono intenzionate ad andare avanti per vie legali contro questa vergognosa azione.

Attualmente il catalogo è sparito dal sito nel quale è stato pubblicato me è nelle mani degli inquirenti che lo utilizzeranno per le indagini e per capire se il 45enne sia l'effettivo autore del reato. Non è chiaro però il motivo per cui l'uomo abbia fatto un atto simile. Certo è che al di là della violazione della prrivacy sembra essere proprio, ancora una volta, un gesto sessista che vede delle donne ignare vittime del maschilismo. Perché la violenza non è solo quella fisica ma anche quella che l'uomo effettua con la sua mentalità.