La lunga latitanza di #Cesare Battisti si è probabilmente conclusa a Corumbà, al confine tra Brasile e Bolivia. L'ex esponente dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo) è stato arrestato dalla polizia federale brasiliana, mentre cercava per l'appunto di passare il confine con la Bolivia. Con ogni probabilità, la sua fuga è motivata dalle ultime notizie secondo le quali il governo brasiliano starebbe per accogliere la richiesta italiana di estradizione. Lo scorso 25 settembre, infatti, l'Italia aveva presentato una nuova istanza per revocare la decisione dell'ex presidente Lula che nel 2009 gli aveva concesso asilo politico. L'attuale presidente, Michel Temer, si era pronunciato favorevolmente in proposito.

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Battisti aveva a sua volta presentato ricorso al Tribunale Supremo, ma a quanto sembra non ha voluto attendere la decisione.

Protagonista degli 'Anni di piombo'

Cesare Battisti è nato nel 1954 a Sermoneta, in provincia di Latina. Noto alle forze dell'ordine già nei primi anni '70 in cui matura numerosi precedenti penali per rapine, furti e sequestro di persona, nel 1976 si trasferisce a Milano e fonda i PAC, insieme ad altre persone. In questi anni partecipa a numerose azioni eversive, viene arrestato e rinchiuso nel carcere di Udine. Uscito dall'istituto di pena, prosegue la sua attività terroristica fino al 1979 quando viene nuovamente arrestato a Milano e condannato a 13 anni e 5 mesi perché riconosciuto colpevole dell'omicidio del gioielliere Pier Luigi Torreggiani.

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Nel 1981 evade dal carcere di Frosinone, assaltato da un gruppo terroristico. Inizia la sua latitanza, ma ovviamente i procedimenti giudiziari a suo carico proseguono e si arriva al 1985, quando viene condannato in contumacia per la sua attività eversiva nell'ambito dei PAC. Tra i reati di cui è accusato figurano altri tre omicidi, oltre quello di Torriggiani. Cesare Battisti viene condannato, infatti, anche per le uccisioni dell'agente della Digos, Andrea Campagna e del maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro, commessi rispettivamente il 19 aprile ed il 6 giugno del 1978, e di un militante del Movimento Sociale Italiano, Lino Sabbadin, ucciso nel febbraio del 1979. La condanna viene confermata in Cassazione nel 1991, ma lui non è più in Italia da un decennio.

Le tappe della latitanza

Dopo l'evasione del 1981, Battisti aveva vissuto qualche anno in Francia sotto falso nome. A Parigi aveva fondato la rivista culturale 'Via Libre'. Successivamente fugge oltre oceano, in Messico, dove vive a Puerto Escondido fino al 1990, anno in cui torna in Francia.

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Poco tempo dopo viene arrestato dalla polizia francese, ma il governo lo dichiara 'non estradabile' nel 1991 grazie alla 'dottrina Mitterand' che garantiva protezione ai latitanti per motivi politici. Nel 1997, insieme ad altri ex militanti di gruppi armati di estrema sinistra, invia all'allora presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, una richiesta di amnistia o indulto. La sua permanenza in Francia termina nel 2004, quando il Consiglio di Stato di Parigi era sul punto di pronunciarsi favorevolmente alla sua richiesta di estradizione in Italia. Non si hanno sue notizie fino al 2007, quando viene arrestato per l'ennesima volta, questa volta in Brasile. Due anni dopo il presidente Lula gli concede lo status di rifugiato politico e l'anno successivo rifiuta la richiesta di estradizione presentata dal governo italiano. Nel 2011 si trasferisce a San Paolo e prosegue la sua attività di scrittore iniziata negli anni '90. Sono sedici le opere da lui scritte e pubblicate, in italiano ed in francese: libri dal contenuto politico, ma anche romanzi gialli e racconti destinati ad un pubblico più giovane. Due anni fa si è sposato per la seconda con la brasiliana Joice Lima dalla quale aveva avuto una figlia nel 2013. In precedenza era stato sposato con Laurence, una donna francese conosciuta negli anni '80 con la quale era stato insieme per 14 anni, caratterizzati dalla nascita di un figlio. Il secondo matrimonio, per molti, sarebbe stato un tentativo di accelerare le procedure per ottenere la cittadinanza brasiliana. Con il suo ultimo arresto e la probabile decisione del governo brasiliano di estradarlo in Italia, si chiude dunque una delle ultime pagine degli 'Anni di piombo'. #terrorismo