Nella giornata di ieri è arrivato un duro attacco da parte di Cesare Damiano alla riforma Fornero. Le notizie sulle pensioni aggiornate ad oggi, lunedì 15 maggio, hanno per protagonista il presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, che si scaglia contro l'attuale riforma #Pensioni. Dopo il silenzio, assordante, dell'onorevole del Partito democratico sulla manifestazione dei lavoratori precoci e le lavoratrici richiedenti quota 41 e la proroga di Opzione Donna, arriva una stilettata contro l'ex ministro del Lavoro, presente martedì scorso a DiMartedì, la trasmissione di Floris in onda in prima serata su La7.

Riforma pensioni Fornero, l'attacco di Damiano

Weekend infuocato in merito al dibattito previdenziale.

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Le ultime notizie sulle pensioni hanno per oggetto le parole di Damiano, pubblicate su una nota comparsa ieri sul sito ufficiale dell'ex ministro del Lavoro. In merito al discorso legato ai vitalizi, l'esponente del Pd ha dichiarato che occorre rivedere le attuali regole previdenziali, spiegando che è possibile andare in pensione a 63 anni con l'assegno calcolato interamente con il metodo contributivo soltanto se si percepisce più di 2,8 volte l'assegno sociale. "Chi - ha proseguito Damiano - ha pensioni più basse deve avere 70 anni di età". Cesare Damiano è un fiume in piena e passa all'attacco diretto alla legge Fornero, parlando di "regola assurda" introdotta nel 2011 appunto dalla riforma previdenziale varata sotto il Governo Monti. L'esponente dem ha inoltre sottolineato come siano inconcepibili dei paletti proprio perché la pensione è interamente "calcolata sui contributi versati".

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Sempre a questo proposito, ha poi ricordato che con la legge Dini chi sceglieva il calcolo contributivo poteva andare in pensione a 57 anni. Damiano, in conclusione del suo intervento, si è augurato che durante la fase 2 del confronto tra sindacati e governo sulla nuova riforma pensioni la "regola del 2,8" possa essere cancellata o "fortemente ridimensionata", a vantaggio dei lavoratori.

Assegni pensionistici, la proposta di Forza Italia

Nel weekend non ha parlato il solo Cesare Damiano. Ad intervenire sul tema previdenziale è stata anche Forza Italia che ha rilanciato l'idea delle pensioni minime a 1.000 euro, per un totale di 13.000 euro all'anno (inclusa la tredicesima ndr). Attraverso un messaggio inviato ad un convegno del suo partito politico a Monza, intitolato "Prima le donne", l'ex presidente del Consiglio ha sottolineato come in occasione del ritorno al governo del Centrodestra si impegna a garantire una pensione minima di 1.000 euro non tassabili, restituendo così - scrive Berlusconi - "a tutti gli anziani la dignità del loro passato di protagonisti nella società".

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A riguardo, il presidente di Forza Italia ha inoltre aggiunto che "tutte le donne e gli uomini hanno la medesima dignità", indipendentemente da quanti anni abbiano, ricordando infine che tali promesse, come ad esempio l'aumento delle pensioni minime, siano credibili poiché già mantenute nella loro precedente esperienza di governo.