Abbiamo ormai passato la metà di ottobre 2014, ma sembra che al momento stiamo vivendo una fase di nuovo stallo sulla delicata questione del sovraffollamento carcerario e sulla conseguente necessità di arrivare a un punto di svolta attraverso l'approvazione di un atto di clemenza generalizzato. Lo stato dei fatti è che il lavoro svolto dalla Commissione Giustizia al Senato negli ultimi mesi è stato caratterizzato da grande discontinuità e dalla mancanza di una mediazione tra le due grandi correnti politiche (PD e Forza Italia) che dovrebbero arrivare a creare un testo unificato tra i quattro ddl presentati da Manconi, Barani, Bueni e Compagna.

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La "quadra" è purtroppo ben lontana dall'arrivare, visto che in molti sembrano più attenti all'impatto che potrebbe avere un tale provvedimento sul proprio elettorato rispetto alla sua effettiva efficacia all'interno dei penitenziari italiani, dove si vivono vere e proprie situazioni di grande disagio.

Carceri: le indagine in Senato della Commissione Diritti Umani

Nel frattempo la prossima settimana proseguiranno i lavori della Commissione Diritti Umani al Senato, presieduta da Luigi Manconi e chiamata a costruire un report molto specifico sulla questione carceraria (e sui problemi conseguenti al sovraffollamento). Nelle ultime audizioni si è posta l'attenzione sul regime di detenzione 41-bis e sulle implicazioni nel trattamento umano dei detenuti che vi sono sottoposti, ma si è parlato anche di #amnistia e #indulto come rimedi per risolvere le situazioni più gravi dei penitenziari italiani.

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Commissione Giustizia al Senato: con la nuova settimana riprendono i lavori

Con la nuova settimana riprenderanno anche i lavori della Commissione Giustizia sul sovraffollamento carcerario, per l'approvazione del già citato "testo unificato" sul tema dell'amnistia e dell'indulto. Al momento i Senatori sono in attesa di ricevere i dati sul provvedimento di legge n.117 del 21 agosto 2014, conosciuto anche come svuota carceri 2014; al suo interno sono state previste delle pene alternative alla carcerazione, con l'offerta di attività lavorative tramite il welfare regionale, ma solo per coloro che hanno commesso reati minori. Mentre chi ha subito condizioni di detenzione ingiuste avrà il diritto di chiedere un risarcimento, anche se l'iter burocratico per farlo sembra in molti casi troppo complicato o costoso per essere affrontato dai carcerati. Di fatto, secondo la Commissione Giustizia, a un paio di mesi dall'approvazione è arrivato il momento di trarne le prime conclusioni, motivo per il quale si aspetta di avere i dati certi sull'efficacia del provvedimento.

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Unione Camere Penali Italiane (UCPI): nuove critiche in arrivo dai penalisti

Al dibattito sulla riforma della Giustizia penale si è aggiunta recentemente anche l'Unione Camere Penali Italiane (UCPI), lanciando un allarme sui propositi di riforma arrivati dal #Governo Renzi e dal team del suo esecutivo che sta lavorando sul punto: "notizie di stampa riferiscono che la Commissione presieduta da Nicola Gratteri avrebbe predisposto ipotesi di riforma ancora una volta parziali e settoriali, ispirate ad una logica di compressione del diritto di difesa, portato di una visione inquisitoria del processo, in aperto contrasto con i principi costituzionali". E voi cosa pensate al riguardo? Fateci sapere la vostra opinione su giustizia, Governo e Parlamento con un commento all'articolo; se invece volete restare aggiornati, potete utilizzare il tasto "segui" sotto il titolo.