Come continuerà l'evoluzione umana? Cosa ci riserva il futuro dal punto di vista biologico? Come si immagina l'uomo tra migliaia di secoli? A queste domande ha provato a dare una risposta l'antropologo e professore dell' Università Statale di Mosca Stanislav Drobyshevski, secondo il quale l'aspetto fisico dell'essere umano cambierà nel corso degli anni. La pelle diventerà sensibilmente più scura a causa dell'incrocio tra varie razze e la peluria del corpo sparirà completamente. Anche i denti diminuiranno, dato che quelli del giudizio non faranno più la loro comparsa, nemmeno in avanzata età.

Spariranno le dita dei piedi?

Tuttavia, la predizione più curiosa dell'antropologo riguarda i piedi, che a suo dire, perderanno completamente le dita.

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Così, stando alla sua spiegazione in una intervista a 'Komsomólskaya Pravda,' il perone si fonderà con la tibia, che i nostri antenati usavano per avere mobilità nei piedi per arrampicarsi sugli alberi. Dato che questo non sarà più necessario, si perderà la mobilità e le dita non avrebbero più nessuna utilità cosicché attività come giocare a calcio o ballare diventeranno praticamente impossibili. E per quanto riguarda il nostro cervello? Drobyshevski avverte che se continuiamo evolvendo come la "generazione dei computers", questo si ridurrà sensibilmente non essendo usato al massimo del suo potenziale.  

Nessun allarmismo per ora

Niente allarmismi, per ora. Infatti cambiamenti del genere per verificarsi hanno bisogno di decine di migliaia di anni, e molto dipende anche dai cambiamenti ambientali.

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Infatti l'evoluzione degli esseri viventi si adatta all'evoluzione ambientale ma "l'uomo sta cambiando il mondo cosí rapidamente che non ha tempo di adattarsi", sottolinea Drobyshevski. Negli ultimi secoli l'umanitá ha giá sperimentato cambi significativi: siamo aumentanti dai 15 ai 20 centimetri di altezza e l'inizio della puberta si é anticipato di circa 5 anni passando dai 17 ai 12.

Vedere per credere? In questo caso sarà impossibile, però possiamo per lo meno provare a immaginare cosa aspetta le future generazioni.





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