Recentemente ha avuto una certa risonanza una nuova tecnica messa a punto da alcuni informatici dell'università di Washington; questo programma è in grado di utilizzare la voce di una persona e sincronizzarla perfettamente con il labiale all'interno di un video. Ad esempio possiamo estrapolare delle parole da un discorso di Salvini e metterle in bocca al presidente Trump facendo credere che sia stato lui a pronunciarle dato che il software è persino in grado di ottenere un'ottima sintesi vocale e analizza i vari movimenti della bocca di una persona quando pronuncia determinate lettere o parole. Essendo anche dotato di una rete neurale il programma è in grado di apprendere sempre di più e migliorare continuamente le sue performance.

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Senza dubbio questa è una scoperta degna di nota e potrebbe aprire nuovi orizzonti in diversi campi ma fa anche sorgere non pochi dubbi.

Tecnologia e fake news

Oggigiorno il proliferare delle notizie false in rete è in crescita giorno dopo giorno; grazie alla libertà della rete che permette a chiunque di scrivere qualunque cosa sui vari blog e social media le notizie completamente inventate o distorte sono sempre più diffuse. Purtroppo non tutti, per vari motivi come mancanza di voglia o di tempo, approfondiscono le notizie che leggono sul web o vanno in cerca di qualche fonte che le confermi e finiscono a volte per credere a delle vere e proprie sciocchezze, condividendole e quindi alimentandole; con conseguenze alle volte abbastanza serie.

Vedi ad esempio la famosa bufala della magnitudo falsata dallo stato in occasione del tragico terremoto di Amatrice.

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Ora, l'utilizzo del programma sovracitato da parte dei creatori di #bufale in cerca di click facili potrebbe portare a grosse conseguenze facendo in modo che in rete girino video fasulli con politici o personaggi di spicco che dicono cose che mai sarebbero passate loro per la testa. Certo, il modo di identificare un vero video da uno creato artificialmente tramite questo software esiste, ma per farlo bisogna analizzare attentamente il filmato e non tutti abbiamo le competenze informatiche e di videomaking necessarie per farlo.

La difficoltà di discernere

I ricercatori a capo di questo progetto messi di fronte a queste riflessioni affermano che loro pensano che sapendo dell'esistenza di questo programma le persone non crederanno ciecamente ai video che vengono loro mostrati come non credono ciecamente a ogni foto in mostra sul web sapendo dell'esistenza di Photoshop ma non è così poichè purtroppo abbiamo assistito a dei veri e propri accanimenti mediatici nonostante tutto. Per cui essendo che in futuro sarà sempre più difficile distinguere tra clickbait/#Fake News e vera informazione non penso bisogni fermare il progresso ma sarà sicuramente utile affidarsi a testate di sicura serietà e soprattutto dedicare maggior tempo e attenzione alla lettura delle notizie e, nel caso specifico, alla visione dei video di modo da poterli analizzare e contestualizzare per capire se davvero ci stiamo informando o stiamo solo andando incontro alla ennesima perdita di tempo di qualcuno che vuole solamente attirare click facili per guadagnare senza fare niente e addirittura in certi casi danneggiando le persone.

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#tecnologia