Non più solo nella campagne del Roero  o di Marentino, tra Torino e le porte della Provincia Granda, consacrate da tempo come.terre di Hiblon, il mitico re della api, ma anche all'Environment Park, parco tecnologico torinese, progettato dall'architetto Benedetto Camerana. Sui tetti di questo centro all'avanguardia, gli alveari producono un miele metropolitano. Ora dalle campagne lo pretendono per le loro fiere a Sommariva Bosco a metà maggio e a Marentino a fine settembre. Si è riusciti così a realizzare nel capoluogo il progetto Urbees, che promuove lo studio e la pratica dell'apicoltura nelle città. E dopo l'analisi in laboratorio, questo miele fatto negli  alveari urbani sarà marchiato EnviPark.

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Gli agronomi avranno nuove informazioni sulla qualità dell'ambiente urbano e effettueranno un censimento dei vegetali che crescono a 2-3 chilometri dal centro, dove le api, passando da da fiore in fiore, prelevano il nettare e lo portano negli alveari dell'Environment Park. Si riflette anche sulla celebre Favola delle Api del cinico filosofo settecentesco Bernard Mandeville,  la cui opera è ripresa da un recente pamphlet. La tesi del moralista, naturalizzato inglese, è che l'alveare rappresenti un modello di società dove ognuno, come un' ape, persegue il proprio tornaconto, ma nello stesso tempo fa prosperare la collettività. Ecco il famoso connubio tra vizi privati e pubblica virtù: un alveare scontento,così come un modello economico in crisi, per Mandeville è quello dove non esistono vizi.

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Dal miele cittadino al nettare di campagna

I fuchi fin dalla Repubblica di Platone sono da bandire come parassiti e corruttori, sia nel modello urbano che in quello agreste. Non portano nessun beneficio alla società e, oltre a loro,  le api soffrono per i cambiamenti climatici e per l'inquinamento, anche fuori città. Ma nella storica mieloteca del "Trovarobe" Tonino Strumia di Sommariva Bosco è presente ogni prelibatezza, da ogni tipo di miele a tutti i gusti di gelato tipico. Da un paio di anni lo sostituisce nella pasticceria Lorenzo Bertello che partecipa ad Amél’amel, con il miele alla polenta saracena. Su consiglio di Strumia, il pupillo prepara un prelibato gelato alla canapa. Purtroppo le api continuano a disdegnarne i fiori, per cui Il "Trovarobe" non è riuscito a procurarsi anche il miele con questa essenza. Pazienza: alla porte del Roero ci sono sempre i plin al castelmagno con miele di castagno e deliziose crostata di noci.

Dario Pozzolo è il marghè d’avie, pratico nella transumanza delle api, come se fossero mandrie alla fine dell'estate. Amél’amel, miele in piemontese, è la fiera di Sommariva Bosco che espone qualità di tipi di acacia, di nespolo, santoreggia, cardo, asfodelo, aliante, innaffiati da birra al miele, con formaggi tipici. La Strada del Miele d’Italia è percorribile tra paesini arroccati, paesaggi fascinosi e vecchi castelli con ottocentesche ca’ d’avie, case delle api, con porticine delle api per entrare negli armadi di antiche dimore, fino all'Ecomuseo delle Rocche. 

In preparazione dell'autunno con la fiera di Marentino, dove l'elegante Casa Zuccalà, da tempo vetrina del libro chierese e di prestigiosi convegni storico artistici, animati dal docente e organizzatore culturale Guido Vanetti, ospita anche il concorso "Il miele in cocktail".

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I ristoranti collinari propongono deliziosi pranzi tema miele. Altri 5 punti di ristoro nei più antichi cortili del paese sono adibiti a pranzi, spuntini e merende con specialità della zona. Ideale anche per passeggiare tra mostre, concerti e mercatini. #Eventi #Cultura Torino #Ricette Made in Italy