Anche l' horribilis Grizzly sembra essere indifeso di fronte aimutamenti ambientali. Il nome scientificodell'enorme e terrificante orso grizzly è "Ursus arctos horribilis", ed èappena sufficiente a darci un idea dei poderosi muscoli, della ferocia e delledimensioni di questo grande orso grigio americano. Eppure, anche il Grizzlysembra indifeso di fronte ai mutamenti ambientali.
Se disturbato, ilgrizzly può sferrare attacchi di incomparabile ferocia, tanto da potersconfiggere interi branchi di lupi o di felini di grandi dimensioni, od anchealtri orsi e perfino gli esseri umani, per non parlare di alci e bisonti.Parliamo di uno dei più grandi predatori della natura, privo di nemici temibilinel proprio ambiente, un onnivoro capace di adattarsi a condizioni ambientaliproibitive.
Cosa mai puòtemere il grizzly, ottimo sia come cacciatore che come pescatore, in grado diarpionare al volo i temerari salmoni allorquando questi risalgono le rapide? Edin che modo il grizzly potrebbe temere i mutamenti climatici di cui tanto siparla in questi anni recenti ?
Eppure, anche ilgrizzly è schiavo di una vera e propria dipendenza alimentare, collegata allesue abitudini autunnali, quando il grande orso è occupato ad immagazzinaregrassi e tessuti adiposi per fronteggiare il duro inverno. Incredibilmente, il40% delle provviste e delle riserve di grasso di questo grande carnivorodipende dalle condizioni del pino dalla corteccia bianca e dalla produzione deisuoi semi, i pinoli, di cui il grizzly si nutre in autunno.
Anzi,per lunghi periodi i pinoli costituiscono l'alimento prevalente, se nonesclusivo, di questo enorme mammifero, il terzo orso in dimensioni sul nostropianeta (dopo l 'orso polare ed il Kodiak).
Gli scienziati, ifunzionari ed i rangers che si occupano del monitoraggio dei Grizzlies e dellasalvaguardia del loro ambiente hanno tristemente constatato che ilriscaldamento globale ed una misteriosamalattia, una specie di ruggine vescicolosa dei pini (particolare genere dimicete patogeno), stanno provocando la drastica riduzione e la fine prematuradei pini dalla corteccia bianca, con il conseguente abbattimento del raccoltodei pinoli (se di raccolto si può parlare). E siccome abbiamo visto che il 40%delle provviste di grasso per l ' inverno accumulate dall ' orso dipende dalconsumo di pinoli , ecco che la sopravvivenza dell ' orso rischia in futuro didiventare problematica.
Sembra quasiassurda una tale dipendenza del grizzly, una furia della natura, dai piccolipinoli, che siamo abituati a considerare come un alimento trascurabile e senzagloria. Come è possibile che un gigante di più di tre quintali, a volte più disei quintali (!), possa accrescere e mantenere le sue dimensioni e la suastazza a forza di pinoli?
Eppure i pinolisono una fonte incredibile di oligoelementi, tanto da poter essere consideratiun integratore naturale: alte quantità di proteine, vitamine, aminoacidi,minerali, grassi, fibre e perfino un alto valore calorico, tanto che con unetto di pinoli possiamo avere circa seicento calorie. Introdurreconsapevolmente una giusta quantità di pinoli in una dieta a controllo caloricopuò essere quindi una buona idea. Tuttavia, i casi di allergia da pinoli nonsono tanto rari o blandi da escludere ogni forma di cautela.