Dopo una lunga e complessafase di gestazione scaturita dall'esito referendario del giugno 2011, sono invigore la nuove disposizioni legislative e regolamentari che riguardano il servizio idrico nazionale.Vediamo le principali novità in vigore da gennaio di quest'anno. 

Tariffe, bonus sociale e trasparenza

E'entrato in vigore il Metodo Tariffario Unico in base al qualele tariffe sono parametrate in base al reddito dell'utente estrutturate in due parti: una quota fissa per gli oneri di servizio euna quota variabile per i volumi effettivamente consumatidall'utente.

Quest'ultima è determinata secondo scaglioni edestinazione d'uso dell'utenza.

Perconsentire un margine di flessibilità territoriale, i gestoripotranno scegliere fra quattro tipi di schemi di tariffazione perl'erogazione del servizio. Essi dovranno essere compatibili con ilproprio piano economico-finanziario (PEF) e di intervento e dovrannoessere sono idonei a remunerare i costi operativi e gli investimenti.

Nel 2014 gli aumenti medisaranno contenuti al 2.7% rispetto al 2013 mentre è stata introdottala cosiddetta tariffa sociale per le famiglieeconomicamente disagiate che rientreranno negli appositi criteriIsee.

Per quanto riguarda latutela dei diritti dei consumatori, oltre alle maggiori garanzie offerte nei casi di morosità, diviene operativa la direttivasulla trasparenza delle tariffeidriche ed è obbligatoria per gli operatori lapubblicazione della Carta dei servizi.

Hydrobond per gliinvestimenti

Secondo l'Autorità competente, ilsistema idrico nazionale ha ancora gravi deficit strutturali tantoche le infrastrutture operative sul territorio nazionale coprono secondo i regolatori appena il 56% delle necessità reali.Esiste quindi un notevole gap da colmare perincrementare l'efficienza generale del sistema idrico.

Le perdite direte sono stimate al 30% dell'acqua immessa e non fatturata, un tasso di dispersione fra le piùalti d'Europa, mentre l'assenza di fognature e di impianti didepurazione interessa ancora rispettivamente il 15% e 30% dellapopolazione italiana.

In questo quadro, iregolatori stimano necessari investimenti per 25 miliardi di euronell'arco dei prossimi 5 anni solo per rispettare gli adempimentieuropei. Poichè tali risorse nonsono realisticamente reperibili tramite gli schemi tariffari, gliHydrobond sono degli strumenti obbligazionari che potrannoessere emessi da Cassa depositi e Prestiti, Regioni e utility e chesono stati specificatamente ideati per finanziare questi programmi diinvestimento settoriali.