I recenti accordi in campo energetico fra russia e India durante il vertice dei paesi Brics che si è appena concluso costituiscono un altro importante tassello della strategia russa di diversificazione e ridefinizione delle proprie strategie di lungo termine. Mosse destinate a modificare già nei prossimi anni l’intero quadro geo-economico dell’economia internazionale.

Unione energetica euroasiatica in vista?

L’acquisizione dell’indiana Essar Oil da parte di una cordata guidata del gigante statale Rosneft rappresenta l’evidenza più lampante dell’accelerazione con cui la Russia sta procedendo allo spostamento di asset verso oriente, realizzando contemporaneamente l’obiettivo strategico dell’ingresso nel mercato indiano dei prodotti petroliferi.

Anche nella geopolitica dei gasdotti qualcosa si muove: è infatti ormai ufficiale il via libera allo studio di fattibilità per l’ipotetico prolungamento verso il mercato indiano della rotta occidentale del gasdotto Power della Siberia, le cui risorse di provenienza servono attualmente in prevalenza il mercato europeo.

L’ipotetico allargamento ad una partecipazione indiana per la realizzazione di questo gigantesco progetto, attualmente discusso solo con la controparte cinese, potrebbe avvenire tramite la costituzione di una prima compagnia energetica euroasiatica tripartita fra Russia, Cina e India a gestirne l'implementazione prima e l'operatività poi. Questo permetterebbe di determinare un’unica struttura dei prezzi del gas sia sui mercati europei sia su quelli asiatici. Anche su questo versante è quindi ipotizzabile un'accelerazione nel prossimo futuro poiché l’interconnessione fra Europa e Asia è considerarsi un obiettivo di rilevanza strategica per il governo russo, attualmente ai ferri corti con una Unione Europea da cui però dipende grandemente come mercato di sbocco.

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L’energia può essere prevedibilmente considerata la sfera di politica estera con cui si tenterà anche da un punto di vista diplomatico la progressiva integrazione dell’Unione Economica Euroasiatica guidata dalla Russia con le principali economie emergenti asiatiche di Cina e India.

Se realizzato, questo obiettivo consentirà di sviluppare una alleanza flessibile euroasiatica da affiancare al consolidato blocco nord-atlantico Usa-Europa in un'ottica multipolare delle relazioni internazionali.

Non è escluso che la volontà di perseguire una politica estera indipendente da parte di Mosca sullo scacchiere internazionale contribuisca ulteriormente ad infiammare lo scontro fra Stati Uniti e la Russia già virulento sulla questione siriana .