Dall'Expo 2015, dove si è presentato ieri al padiglione Coldiretti il quinto rapporto "gli italiani e l'agricoltura" arriva, notizia Ansa, un'altra comunicazione. Il Ministero della salute ha stabilito che si può, per un periodo limitato di 120 giorni, quindi sino all'8 settembre 2015, utilizzare eccezionalmente il cosiddetto formulato Maestro WG advance, altrimenti noto come fosetil alluminio. Il farmaco si potrà impiegare sul basilico sia nei campi sia nelle serre.

Renato Oldoini, presidente di Confagricoltura Liguria, sempre secondo dichiarazioni Ansa, ha affermato: "la decisione del ministero va nella direzione da noi auspicata. Si tratta di un passaggio fortemente voluto da Confagricoltura ".

Cos'è e a cosa serve il fosetil alluminio

Il fosetil alluminio è un farmaco utilizzato in questo caso specifico per debellare la peronospora belbahrii, un parassita che sta infettando le coltivazioni di basilico, prodotto d'eccellenza dell'agricoltura ligure.

Sul sito dell'industria farmaceutica Fitogest, che commercializza il farmaco, se ne leggono le principali proprietà. Si tratta di un fungicida notevolmente mobile, cioè che si sposta, e che penetra rapidamente nei tessuti vegetali. Si sottolinea il fatto che il farmaco svolge "una protezione di tipo biologico" che "stimola la formazione delle naturali sostanze di difesa prodotte dalle piante stesse".

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Il ministero della salute, molto presente a questo expo 2015, pubblicherà presto sul sito il decreto con il quale si autorizza la somministrazione straordinaria del farmaco. Fin qui sembra tutto rassicurante, ma allora perché qualcosa non torna?

Misure eccezionali e pericolo per ambiente e consumatore. Davvero è la migliore delle soluzioni?

Un primo dato ha fatto scattare un campanello d'allarme.

Se il farmaco è così eco compatibile, perché c'è bisogno dell'autorizzazione del ministero e la somministrazione non deve durare più di 4 mesi? Lo si legge sul sito della Bayer, celebre casa farmaceutica. La stessa definisce il farmaco "irritante e pericoloso per l'ambiente" ed invita ad approfondire le indicazioni riportate in etichetta. Così, leggendo queste indicazioni, si scopre che alla sezione 2, "identificazione dei pericoli", la sostanza è definita, secondo la direttiva EU 67/548/CEE e quella 1999/45/CE irritante.

L'alluminio è tristemente noto per la sua relazione con i casi di SLA recentemente registrati in Sardegna. La cosa più interessante è però la direttiva del ministero della salute italiano che dice: "farmaco pericoloso per l'ambiente. Componente pericoloso da segnalare il fosetil alluminio, irritante per gli occhi, tossico per gli organismi acquatici e per l'ambiente acquatico". La domanda quindi resta la stessa: è davvero necessario ed è la migliore delle soluzioni possibili?



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