L'eccezionale ondata di caldo di quest'anno ha scatenato la curiosità "meteorologica" degli italiani, facendo nascere in molti la passione per le previsioni e la climatologia. Dunque è cresciuta anche la produzione e la diffusione di bollettini sull'andamento delle temperature, stilati non sempre da esperti del settore.

Per fare chiarezza e avere un quadro quanto più possibile preciso sul clima di questa estate 2015, con una previsione attendibile, abbiamo interpellato il Servizio Meteo dell'Aeronautica Militare - C. N. M. C. A. E' stato il Tenente Colonnello Attilio Di Diodato, della sezione "Analisi e Previsioni a Breve/Medio Termine" di Pratica di Mare a fornire le risposte ad alcune delle domande più comuni sul clima che si sentono in questi giorni.



Flegetonte, Caronte, Circe... Come è cambiata l'estate negli ultimi 30
anni?


Il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare non usa dare dei nomi alle ondate di calore che si riversano sul mediterraneo, in quanto il soggetto che le provoca è sempre l'anticiclone delle Azzorre che apporta aria sub-tropicale sul nostro Paese che può avere delle caratteristiche termodinamiche diverse a seconda se il flusso proviene più dall'Atlantico, piuttosto che dal continente africano. In questo secondo caso la massa d'aria è decisamente più calda ma con un apporto minore di umidità.
L'estate in corso è iniziata con il mese di giugno che su tutta la penisola si è presentato con caratteristiche tipiche del periodo, mentre il mese di luglio è stato caratterizzato da un forte anticiclone che ha cambiato decisamente la massa d'aria sulla nostra penisola, dandogli una connotazione più sub-tropicale. L'ondata di calore ha interessato in modo particolare il centro-nord ed il settore adriatico con una elevata persistenza di temperature elevate sia nei valori massimi che minimi, che hanno superato in alcuni casi anche di 4-5 gradi la media del periodo. Tuttavia analizzando i dati degli ultimi 30 anni troviamo altre ondate di calore ben più importanti di queste sia come valori di temperatura registrati che come area geografica di interesse (1983, 1987, 2003, etc). Basti pensare a quella del 2003 che già fece sentire i suoi effetti nel mese di giugno. Tuttavia gli indici di cambiamento climatico legati alla variabile temperatura mostrano un chiaro spostamento degli estremi meteo climatici verso temperature più elevate e verso una maggiore frequenza di accadimento di tali eventi. Il numero di giorni con temperature elevate e la lunghezza delle ondate di calore è chiaramente in aumento su tutta la Penisola. Quanto appena detto non si traduce in un aumento costante della temperatura anno dopo anno ma che mediamente la tendenza è all'aumento; infatti l'estate del 2014 non la ricordiamo sicuramente per un caldo eccessivo, anzi!


Leggiamo di tregua al caldo nel week end e di temporali su tutta l'Italia. L'estate è finita? Quando cominceremo a sentire l'avvicinarsi dell'autunno?


Questo fine settimana segna un cambiamento delle caratteristiche termodinamiche della massa d'aria presente sul nostro Paese. Innanzitutto diciamo che i temporali che si presentano sul basso Tirreno hanno una connotazione puramente termica, essendo generati dalla forte instabilità dell'aria, dalla temperatura superficiale del mare che in quella zona registra una anomalia positiva molto forte (anche di 3-4 gradi superiore alla media del periodo) e da una leggera infiltrazione di aria più fresca in quota. Al nord invece assisteremo al passaggio della parte finale di un sistema frontale che attraversa l'Europa settentrionale, e che determinerà temporali diffusi e un abbassamento significativo delle temperature. Tuttavia l'estate non è affatto finita infatti ci aspettiamo per il proseguo dell'estate uno scenario con temperature di qualche grado superiori alla media del periodo su quasi tutto il territorio nazionale, ad eccezione delle regioni del basso tirreno e la Sicilia, dove comunque i valori saranno in linea con i valori medi estivi. Questo tipo di scenari vengono elaborati attraverso dei modelli di previsione stagionale, che sono in fase di sperimentazione, e che tengono conto anche di fenomeni meteorologici importanti su scala planetaria. Uno di questi è sicuramente El Nino che quest'anno si sta presentando con un livello medio-alto e che normalmente in queste condizioni andrà gradualmente ad influenzare, anche se in modo non diretto, il clima del pianeta, compreso quello del mediterraneo. In particolare un El Nino di questa portata determina generalmente condizioni di tempo stabile sul mediterraneo per tutto il periodo estivo. Questo è confermato dalle nostre proiezioni che vedono anche a settembre mediamente un regime di alta pressione con temperature gradevoli. Per cui attendiamo il mese di ottobre per far arrivare l'autunno da un punto di vista meteorologico.  

Questa estate così calda avrà conseguenze, sul clima, sull'Italia, della restante parte dell'anno?

L'anticiclone delle Azzorre non darà luogo ad alcuna conseguenza sul clima del nostro Paese, ad eccezione, come già detto, di temperature anche ad agosto di qualche grado superiore alle medie del periodo su gran parte del territorio nazionale. Per quanto concerne la restante parte dell'anno dobbiamo monitorare in modo continuativo il fenomeno di El Nino. In particolare il meccanismo che solitamente si innesca in questi casi, (ci sono diversi articoli scientifici al riguardo), è che la forte anomalia positiva della temperatura superficiale del mare sul Pacifico, innesca una ondulazione dei flussi a scala planetaria che arrivano ad interessare la stratosfera, dando luogo ad un fenomeno che tecnicamente viene chiamato stratwarming, cioè una irruzione in troposfera di correnti calde stratosferiche. Tali eventi hanno una ripercussione sulla circolazione artica, abbassando il fronte polare di latitudine, e attraverso un sistema di cosiddette tele connessioni, favorisce tra dicembre e marzo l'ingresso di perturbazioni sul mediterraneo, e quindi sull'Italia. Ovviamente questo è uno scenario plausibile in quanto già presentatosi in passato, ma con un discreto grado di incertezza, per cui occorre monitorare quotidianamente il tempo per meglio comprendere il suo sviluppo futuro.