La fondazione Goldman premia l'indigeno guatemalteco Rodrigo Tot, un agricoltore che da anni difende i territori della propria comunità dalle invasioni delle multinazionali minerarie in accordo con lo stato del Guatemala.

Il Premio Nobel per l'ecologia finanzia e dà visibilità a chi combatte contro politiche distruttive dell'Ambiente e che si impegna in progetti sostenibili nel proprio territorio, anche a rischio della propria vita o di membri della comunità. Nelle scorse edizioni, infatti, il Premio Nobel per l'ambiente è stato insignito a Berta Cacares (Honduras) e Isigro Baldenegr (Messico), successivamente assassinati.

Quest'anno il premio è stato dato anche a Rodigue Katembo (Congo), Uros Maceri (Slovenia), Mark Lopez (Usa) e Prafulla Samantara (India).

La storia di Tot e della sua comunità

Rodrigo Tot si è dimostrato un leader determinato della comunità Agua Caliente Lote 9, El Estor, a Izabal in Guatemala. Dopo quattro decenni di azioni di contrasto contro l'estrazione di niquel da parte di una multinazionale, appoggiata dallo stato, lo scorso anno la comunità ha vinto un importante ricorso.

Tot racconta che nel 1985,l'Istituto Nazionale per la Trasformazione Agricola concede alla sua comunità un titolo provvisorio di proprietà per un'azienda agricola in un terreno di circa 400 ettari.

Nel 2005, dopo 20 anni di rate per estinguere il debito, l'Istituto ha dichiarato che non potevano emettere un documento legale e definitivo perché quelli precedenti si erano rotti.

Iniziano così varie azioni legali e di recupero della terra, che hanno infastidito la società mineraria. Nel 2012, i quattro figli di Tot sono stati attaccati all'interno di un autobus e uno di loro ha perso la vita. Dopo questo tragico evento, di chiara matrice intimidatoria contro chi resiste allo sfruttamento capitalista ambientale, la corte costituzionale ha obbligato lo stato ad emettere titoli di proprietà per la comunità.

Traducendo con fatti reali il linguaggio giuridico, sembra che questo obbligo si evidenzierà mantenendo per altri 25 anni il diritto estrattivo per la Compagnia Guatemalteca di Niquel.

Tot ha dichiarato che questa situazione non lo fermerà e la resistenza della comunità non è terminata. Le numerose intrusioni di individui dello stato e della società, hanno portato all'auto organizzazione di gruppi indigeni di vigilanza, non armati, ma pronti a difendersi.

Resistendo altrove

Altre comunità indigene stanno combattendo per preservare i loro territori, a cui appartengono da secoli, come il popolo Mapuche in Cile e in Argentina, o tante altre in Brasile, in Venezuela, in Honduras. Se ne parla troppo poco, ma la loro resistenza dovrebbe essere un esempio per farci aprire gli occhi su quanto sia importante preservare l'ambiente nella sua forma naturale.

Segui la nostra pagina Facebook!