Non si è fatta molto attendere la risposta della Giunta regionale della #Sardegna al grido d'allarme lanciato da comitati e associazioni ambientaliste, che vedendosi avvicinare il termine di scadenza 13 settembre 2017, il termine ultimo previsto per intervenire nel procedimento di valutazione ambientale strategica per l'individuazione del Sito Unico Nazionale per le scorie radioattive, hanno sollecitato una presa di posizione da parte delle autorità regionali.

La posizione della giunta è quella di un netto e totale rifiuto come viene ribadito dalle dichiarazioni rilasciate dall'Assessora alla Difesa dell’Ambiente Donatella Spano: “Sulla questione del nucleare non ci sono mai state ambiguità."

L'Assessora Spano spiega la posizione della Regione Sardegna

L'Assessora Spano spiega anche come la posizione della Regione Sardegna sia stata sempre coerente nei confronti di questa minaccia, in totale sintonia con le decisioni indicate chiaramente dalla comunità in occasione del Referendum consultivo regionale celebrato nel maggio 2011, dove con una valanga di voti i sardi scelsero "di non volere nel proprio territorio installazioni di depositi e stoccaggio di #scorie nucleari."Le dichiarazioni odierne fanno seguito effettivamente a posizioni pubbliche più volte espresse dall'attuale governo regionale, riassunte anche in una mozione dell'aprile 2015, sostenuta dall’intera maggioranza di centrosinistra, che impegnava Presidente della Regione e Assessora alla Difesa dell'Ambiente a relazionarsi con il Governo in maniera ferma e determinata al fine di garantire il rispetto della scelta chiaramente effettuata dai cittadini nel già citato Referendum Consultivo.

Da parte dell'amministrazione si profila un quadro valutativo

Nessuna contraddittorietà della politica regionale di fronte al rischio di minaccia nucleare, che - continua inequivocabilmente l'Assessora Spano - rappresenterebbe di fatto l'accettazione di un atto di sottomissione e che andrebbe ad aggiungersi all'enorme fardello rappresentato dalle servitù militari - aggiungendo - "Resta quindi fermo il nostro no, già espresso anche davanti al Consiglio regionale, al Ministro dell'Ambiente e al Ministero per lo Sviluppo economico".

Anche da parte dell'amministrazione si profila quindi un quadro valutativo che dovrebbe scongiurare il pericolo di vedere compromesse le aspettative turistiche di un'isola in grande sofferenza economica e sociale. Senza una presenza tanto ingombrante quanto insostenibile come quella dei residui radioattivi, non solo i sardi, ma anche i vacanzieri ringrazierebbero.

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