Sta procedendo oltre le aspettative prefissate fino ad ora il programma attuato recentemente dalla FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, e dal governo dello Stato del Puntland, una regione della Somalia nord-orientale, per promuovere la gender equality nelle attività di pesca del paese africano. Al momento, più di 70 donne somale stanno lavorando tramite questo progetto e quasi tutte provengono da Bosaso, capitale commerciale di Puntland e principale città portuale della Somalia.

Inoltre, grazie alla sua posizione geografica favorevole per gli scambi marittimo-commerciali, risulta essere anche un punto di ritrovo essenziale per tutti i migranti che vogliono trovare un'occupazione molto più stabile.

Le attività del programma

I lavori iniziano la mattina presto quando il pesce fresco viene consegnato al porto di Bosaso e conservato in dei recipienti contenenti il ghiaccio. Le donne hanno il compito principale di pulire il pesce e tagliarlo in piccoli pezzi che vengono poi posati al sole e asciugati, fino alle dieci del mattino, su un apposito contenitore.

Dopo circa 16 ore i filetti vengono imballati e sigillati. Il pesce essiccato viene infine venduto con il marchio "Kalluun Qalajisan" che in somalo significa "pesce secco". Le regioni interessate sono Bosaso, Carmo, Qardho, Ufeyn e, negli ultimi mesi, anche la costa keniota. Quest'ultimo fatto è molto importante considerati i continui attriti tra il Kenya e la Somalia; sembra rappresentare un inizio di tregua e una speranza di cooperazione tra due paesi africani in costante conflitto tra loro.

Il contributo della FAO

Tutte le donne dichiarano di essere molto soddisfatte per l'iniziativa lanciata dalla FAO che, quasi giornalmente, distribuisce materiali necessari, come coltelli e tavole, per l'imballaggio e l'essicazione. L'Organizzazione sta ampliando il progetto coinvolgendo una grande società norvegese al fine di costruire navi migliori e più sicure per i piccoli pescatori somali. Le donne partecipano attivamente anche a questa fase e propongono nuove idee.

Ad esempio, dieci ragazze hanno suggerito di formare una sorta di brochure, in lingua somala, sull'essiccazione del pesce. Tante hanno confessato di non saper leggere ma hanno evidenziato l'importanza della guida per darla ai propri figli. Questa dichiarazione ha dimostrato come la formazione delle donne sul lavoro possa generare una svolta decisiva anche nelle vite delle loro famiglie. Secondo alcuni dati della FAO, il tasso di disoccupazione in Somalia, soprattutto quello femminile, è ancora alto e circa 307.800 bambini sotto i cinque anni continuano ad essere malnutriti. Progetti come questi però stanno cercando di migliorare, anche se a piccoli passi, la situazione e di rafforzare la sicurezza alimentare generando posti di lavoro nel settore ittico, fondamentale per paesi in via di sviluppo come la Somalia.

Un grande esempio di vera determinazione sia da parte dell'ONU, alla quale spesso vengono attributi aiuti umanitari fittizi, sia da parte di un paese ancora povero e colpito dal terrorismo ma ricco di risorse.

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