In tempi in cui la sicurezza alimentare sembra vacillare, tra salumi contaminati da salmonella, spinaci con mandragola e patatine con livelli inaccettabili di acrilammide, ecco spuntare la Black list della Coldiretti inclusa nel dossier dall'eloquente titolo “La classifica dei cibi più pericolosi”. Il dossier, presentato al forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, non lascia alcun dubbio in merito ad alcuni alimenti d'importazione, che non di rado ritroviamo sulle nostre tavole. Questi cibi, infatti, acquistabili spesso a buon mercato, nascondono delle insidie assai pericolose per la nostra salute.

I paesi d'origine degli alimenti meno sicuri

L’Italia può vantare una grandissima rete di controllo alimentare. I prodotti DOP e IGP sono ben 292, dato che colloca il nostro Paese al primo posto, tra i paesi più virtuosi d'Europa. Ma, complice la crisi economica, il consumatore medio spesso preferisce rivolgersi all'acquisto e al consumo di prodotti esteri, venduti a prezzi decisamente più vantaggiosi e concorrenziali. Ma ciò potrebbe avvenire a discapito della propria salute. Tra i paesi da bollino nero, secondo il Rapporto del Sistema di allerta rapido europeo (RASFF), il triste primato apparterrebbe alla Turchia, con ben 2925 avvisi nel 2016 su prodotti non idonei (contenenti sostanze vietate o a livelli oltre i limiti di sicurezza), cui fanno seguito Cina, India, Usa e Spagna.

Dunque non solo paesi distanti e poco inclini al rispetto delle norme di sicurezza, ma persino paesi occidentali da cui non ci si aspetterebbe un simile pericolo. Ma vediamo insieme la Black list dei 14 alimenti d'importazione più insalubri.

La classifica dei 14 cibi più pericolosi

Al primo posto abbiamo il pesce (pesce spada, tonno, etc.) importato dalla Spagna.

Si tratta di pesci di grossa taglia per lo più pescati nelle acque inquinate dell'oceano Atlantico, contenenti livelli di metalli pesanti (mercurio e cadmio in particolare) assolutamente inaccettabili dai nostri standard. Al secondo posto alcuni integratori e prodotti dietetici provenienti dagli USA, spesso formulati con ingredienti o novel food non autorizzati dal nostro Paese.

Sul podio, al terzo posto la Cina e le sue arachidi ricche di aflatossine, sostanze dal potenziale cancerogeno che si ritrovano in frutta secca e cereali mal conservati. Seguono gli economici peperoni dalla Turchia, che ci "regalano" il pieno di pesticidi e poi i gustosi pistacchi iraniani ricchi di aflatossine. Al sesto posto i fichi secchi dalla Turchia (anche qui aflatossine). Al settimo la salmonella oltre i limiti nel pollo polacco. All'ottavo nocciole Turche con aflatossine e persino dagli USA le famose noccioline americane si meritano un bel nono posto per la presenza di aflatossine oltre i limiti. Al decimo posto della classifica, troviamo i pistacchi dalla Turchia con aflatossine e all'undicesimo il peperoncino indiano contaminato da aflatossine e salmonella.

Per finire, le ultime tre posizioni di questa classifica degli orrori alimentari vanno alle albicocche secche dalla Turchia (aflatossine), alla noce moscata dall'indonesia (aflatossine e/o certificato sanitario carente) e al pollo proveniente dai civilissimi Paesi Bassi (contaminazioni microbiologiche).