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In Canada al largo dell'isola Grand Manan, nel New Brunswick, una pescatrice locale, Karissa Lindstrand, dopo una comune pesca di crostacei, è riuscita ad accorgersi che un'astice aveva impresso sulla chela il logo del famoso marchio Pepsi, poco prima che fosse messo in commercio. E' stato un fatto che ha portato molto l'attenzione sul problema dell'#Inquinamento marino. La pescatrice incredula di questo evento ha postato subito la foto in rete suscitando subito interesse e discussione.

La pescatrice avrebbe riconosciuto subito il brand della Pepsi perché sostiene di farne un uso giornaliero (circa 12 lattine al giorno) e quindi di averne familiarità, dichiarando poi di non aver mai visto nulla del genere, e che non si tratta di carta attaccata alla chela ma proprio di pittura che può essere grattata via.

Attualmente l'astice potrebbe trovarsi negli Stati Uniti poiché è stata inoltrata al commercio.

Le ipotesi possibili

La prima ipotesi, data dall'equipaggio che ha pescato il crostaceo, è che sia cresciuto talmente vicino alla lattina di Pepsi da far si che l'immagine si sia improntata sulla chela. Questa è di certo un'ipotesi valida, e porta in modo serio a renderci conto di quanto sia ormai evidente la questione dell'inquinamento.

L'autrice dello scatto non è convinta di questa supposizione sostenendo che l'immagine potrebbe provenire da una stampa e non da una lattina, per poi contrastare la sua ipotesi con il fatto che l'immagine stampata si sarebbe deteriorata nell'oceano.

Il problema dell'inquinamento

Di certo non è l'unico caso di animali marini soggetti all'inquinamento prodotto da noi esseri umani.

In molti altri casi alcuni animali restano intrappolati letteralmente da buste o oggetti di #plastica, incuriositi dall'odore, o perché credono sia una cosa commestibile, morendo poi per aver ingerito la nostra spazzatura.

Ci ricordiamo non molto tempo fa della foto, scattata da Justin Hofman in Indonesia, che riprendeva un cavalluccio marino che con la coda teneva un cotton fioc. Un'immagine diventata virale anch'essa per via dell'inquinamento.

Si stima che ogni anno negli oceani del nostro pianeta si scarichino dai 1,15 ai 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica provenienti dai corsi d'acqua. Secondo altri studi gli uccelli marini sono quelli più esposti al rischio di ingerire appunto i rifiuti di plastica consumandone circa 8 milioni di libre.

Di certo questi dati evidenziano un problema che non vale solo per l'#Ambiente marino, ma per tutto il nostro ecosistema.