Il capriolo (Capreolus capreolus) è un piccolo ungulato molto comune e diffuso in Europa. Nonostante in molti lo conoscano, pochi sono a conoscenza di un interessantissimo fenomeno che avviene a livello embrionale dopo la fecondazione: la diapausa embrionale o gestazione differita.

Ha inizio la stagione degli amori

È proprio tra metà luglio e fine agosto che si colloca il periodo degli amori per i caprioli. Il corteggiamento consiste in una serie di inseguimenti ritualizzati da parte del maschio che, con il collo proteso in avanti e la testa bassa, segue la femmina che lo precede di qualche metro.

Questi inseguimenti avvengono generalmente lungo un percorso circolare (motivo per cui vengono chiamati "giostre") che diviene via via più piccolo quando ci si avvicina al culmine dell'estro femminile. La copula ha una durata di pochi secondi ma viene ripetuta più volte durante il giorno.

Un fenomeno davvero interessante: la diapausa embrionale

L'accoppiamento avviene durante l'estate e le nascite hanno inizio verso il mese di maggio. I caprioli non sono mammiferi di grandi dimensioni e una femmina adulta arriva a pesare massimo 20-25 kg.

Com'è possibile che animali così piccoli abbiano una gestazione di oltre 9 mesi (mediamente 290 giorni)? Più lunga addirittura di quella di cervo (circa 236 giorni) e daino (circa 230 giorni), cervidi di dimensioni decisamente maggiori.

Nonostante l'accoppiamento avvenga in piena estate, l'embrione non inizia a svilupparsi subito ma va incontro ad un periodo di quiescenza di circa 5 mesi (grossomodo fino a dicembre). Questo lungo periodo di stasi nello sviluppo dell'embrione è noto come diapausa embrionale (da alcuni conosciuto come ovoimplantazione differita o gestazione differita).

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Ambiente

La diapausa embrionale consiste nell’arresto dello sviluppo allo stadio di blastocisti, cioè quando l’embrione è arrivato in utero ma ancora non si è impiantato nella mucosa uterina.

Questo fenomeno è conosciuto da molto tempo e largamente diffuso nel regno animale, sia tra gli invertebrati che tra i vertebrati, con meccanismi leggermente diversi tra loro. Tra i mammiferi, è stato, infatti, descritto in lontre, martore, ermellini, tassi, furetti, foche, topi, per un totale di oltre 130 specie.

La diapausa embrionale ha uno scopo ben preciso

Da un animale così piccolo ci si aspetterebbe un periodo di gestazione molto più breve.

Se così fosse, considerando l'accoppiamento estivo, i piccoli potrebbero nascere nel bel mezzo dell'inverno.

Ecco dunque il significato evolutivo della diapausa embrionale. Grazie a questo peculiare fenomeno le nascite avvengono nei mesi di maggio e giugno, durante la stagione favorevole, garantendo ai caprioli, quindi, un maggior successo riproduttivo.

La fine della gestazione e le nascite

Le femmine partoriscono generalmente uno o due piccoli, anche se sono stati documentati parti tri-gemellari.

Nelle prime settimane di vita i giovani caprioli non seguono la madre e spendono molto tempo da soli, accovacciati in zone nascoste come erba alta e cespugli. Per gli escursionisti, è molto facile imbattersi, in primavera, nei piccoli celati, immobili, nel bosco. È essenziale evitare di avvicinarsi e soprattutto toccarli; l'odore dell'uomo ne causerebbe l'abbandono da parte della madre e i piccoli verrebbero condannati ad essere allevati in centri di recupero o, nella peggiore delle ipotesi, a morire di fame.

Distribuzione in Italia del capriolo secondo la IUCN

Il capriolo è presente su tutta la nostra penisola. Secondo i dati riportati dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) esistono due grandi sub-areali, il primo si estende per tutto l'arco alpino, l'Appennino ligure e lombardo fino alle zone di Genova, Pavia, Asti e Alessandria. Il secondo corre lungo tutta la dorsale appenninica, dalle colline parmensi e Massa Carrara fino alle province di Terni e Macerata, occupando anche rilievi attorno a molte grandi città toscane.

Per quanto riguarda l'Italia centro-meridionale, il capriolo è presente nel Parco Nazionale d'Abruzzo e zone limitrofe e in Sila. Inoltre, in Toscana meridionale e nel sud Italia, sono presenti popolazioni relitte di caprioli appartenenti alla sottospecie Capreolus capreolus italicus.

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