Dal 21 agosto anche nelle sale cinematografiche italiane è tornato "Il Re Leone": la storia del piccolo Simba, da sempre amata da tutti, dai più piccoli agli adulti. Chi ha visto il cartone della Disney quando era bambino ora lo potrà rivedere in una nuova versione, visto che questo film è un rifacimento fotorealistico di animazione computerizzata. La Walt Disney con questo nuovo film sta avendo un grande successo, dal momento che la pellicola ha già superato i 5,5 milioni di euro di incassi in soli due giorni.

Non ci sono persone al mondo che dopo aver visto il cartone non sono rimaste innamorati della specie rappresentata nella pellicola: il leone africano. Quello che in pochi sanno e che il WWF ha reso noto con un recente comunicato, è un dato al quanto preoccupante: dal 1994 (cioè dalla data della prima uscita del film) ad oggi, la specie del leone africano è sempre più a rischio di estinzione. In media negli ultimi venticinque anni il numero dei leoni africani è calato del 43 % e la diminuzione maggiore si sta avendo in Africa Centrale e Orientale, dove il numero dei leoni africani è calato del 60%.

Il WWF, per far capire quanto sia grave e preoccupante la situazione, nel suo comunicato ha riportato un esempio concreto: in Kenya dal 1994 ad oggi la popolazione dei leoni africani è diminuita del 40%, questo significa che ad oggi ci sono 450 leoni africani, mentre venticinque anni fa gli esemplari erano 750.

Le cause che mettono a rischio i leoni africani

Le cause che mettono a rischio il futuro di questa specie sono diverse, ma la principale minaccia è la perdita degli habitat naturali: l'82% dei territori dove vivevano un tempo i leoni africani non sono più nelle loro disponibilità.

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Questa specie oggi si trova costretta a vivere nel rimanente 18% del territorio di cui potevano godere nel 1994. La vera causa di questa estinzione è quindi l'uomo e la sua attività che non colpisce solo i leoni, ma anche le loro prede che - come ha spiegato nel comunicato il WWF - sono anch'esse in rapida diminuzione.

La perdita di habitat naturali però non è l'unica causa che mette a rischio l'esistenza di questa specie.

E' sempre più diffuso il bracconaggio mirato al traffico illegale di ossa, di organi e altre parti dei leoni, quindi ancora una volta la causa è l'azione dell'uomo. A contribuire alla drammatica diminuzione dei leoni africani influiscono però anche altre due case: le malattie trasmesse dal bestiame allevato dall'uomo ed i conflitti con le comunità locali.

Il WWF ha poi concluso il comunicato spiegando e sottolineando che se la situazione non cambierà in fretta, nei prossimi venticinque anni potrebbe non esistere più un Simba da raccontare e da far vedere nella realtà alle future generazioni, ma solo quello dei cartoni animati prodotti dalla Walt Disney Pictures.

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