In questi giorni difficili per Taranto e per tutto l'indotto ex Ilva, diverse associazioni di Taranto chiedono la chiusura dello stabilimento e l'utilizzo delle unità lavorative nelle attività di bonifica. Non solo, da anni questi cittadini denunciano una violazione dell'articolo 32 della Costituzione che garantisce la tutela della Salute come diritto fondamentale dell'individuo nell'interesse della collettività.

Emblematico è il docu-film "A denti stretti" del regista-giornalista Stefano Maria Bianchi, andato in onda su Rai 2 sul disastro ambientale di Taranto. È a denti stretti che vivono i protagonisti delle storie, in un insieme di dolore, rassegnazione, ma anche di speranza.

I dati del quinto rapporto di Sentieri su Taranto

Secondo il quinto rapporto dello studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti a rischio da inquinamento (marzo-giugno 2019), commissionato dal Ministero della Salute, la mortalità generale a Taranto risulta in eccesso per patologie come il tumore al polmone, per mesotelioma alla pleura e per malattie respiratorie, in particolare acute nei maschi e croniche nelle donne.

Nel rapporto si specifica che l'associazione tra l'inquinamento, le malattie cardiovascolari (in aumento) e respiratorie è ben documentata dalla letteratura scientifica e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per quanto concerne le malformazioni, nel periodo 2002-2015 i bambini nati sono stati 25,853, ma nello stesso periodo si sono registrati 600 casi di malformazione congenita.

In età pediatrica (0-19 anni) si osserva un numero di casi di tumore del sistema linfoemopoietico in eccesso.Nella fascia giovanile (20-29 anni) si osserva un eccesso del 70% per l'incidenza dei tumori alla tiroide soprattutto nelle donne.

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Inoltre, gli eccessi d'incidenza si osservano negli uomini residenti per tumore al fegato, alla vescica, alla pelle ,al pancreas e alla tiroide, mentre tra le donne si osservano eccessi d'incidenza per leucemie, linfoblastica acuta, mammella, pancreas , pelle, stomaco e utero.

Il caso di Cornigliano

Il caso di Cornigliano è diverso da quello di Taranto, ma hanno in comune alcuni aspetti: l'impatto ambientale, la presenza dell'industria in città e il danno sanitario accertato.

Negli anni 90 la popolazione di Cornigliano si trovò unita nel chiedere il rispetto del diritto alla salute e al lavoro, ormai esasperati per gli alti livelli d'inquinamento ambientale e acustico. Dopo 20 anni di proteste, lotte e confronti, nel 2005 l'altoforno 2 fu spento e la quota di produzione fu trasferita a Taranto. Era l'inizio di una scommessa, i 1200 lavoratori che lavorano nell'area a caldo andarono in cassa d'integrazione per cinuqe anni, il tempo che occorreva per la riconversione degli impianti.

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Nonostante su Cornigliano irrompe la paura degli effetti disastrosi della chiusura di Taranto, oggi rivendica la sua esperienza: che far convivere il lavoro, Ambiente e salute è possibile.

Il docufilm "A denti stretti" di Stefano Maria Bianchi

Qualche sera fa, in seconda serata, su Raidue è andato in onda il docu-film sulla tragedia ambientale di Taranto, "A denti stretti". Si tratta di un documentario che riprende senza filtri le vite dei cittadini che vivono quotidianamente i problemi di Taranto.

Si inizia con la storia della piccola Chiara di 4 anni del quartiere Paolo VI (quartiere vicino al siderurgico) affetta dalla leucemia finfoblastica acuta.

C'è la testimonianza dell'ambientalista di Peacelink che da anni raccoglie dossier sul mix micidiale di veleni che la fabbrica getta nelle acque, nei terreni, nel mare e nell'aria della città.

Stringe i denti anche i dott.Mazza, colui che 10 anni fa, denuciò i rischi epidemiologici delle leucemie nei quartieri vicini al siderurgico.

Insieme a lui ci sono altri dottori che ogni giorno vedono affollare i reparti oncologici in attesa della analisi e delle chemio.

Poi c'è l'imprenditore che rischia di fallire a causa di una ordinanza che vieta la coltivazione di mitili per l'inquinamento delle acque in barba agli abusivi che continuano le loro attività.

Stringono i denti tutti quei genitori che hanno perso i loro figli, tutti quei figli che piangono la morte dei propri genitori e degli altri cari e tutte quelle associazioni di cittadini che da anni rivendicano il diritto alla salute e al lavoro.

Perché come dimostra il caso Cornigliano, nonostante le grandi difficoltà e le varie contingenze, la convivenza tra lavoro e ambiente salubre è possibile.

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