Virus di circa 15mila anni fa potrebbero liberarsi nell’aria per effetto dello scioglimento dei ghiacciai. Parliamo di ben 33 agenti patogeni, di cui 28 risultano del tutto sconosciuti presenti sull’Altopiano Tibetano. Lo ha scoperto un’equipe di scienziati cinesi e statunitensi, i quali hanno eseguito dei test specifici su due tipi di ghiacciai vecchi di migliaia di anni. La ricerca è stata divulgata sulla rivista BioRxiv. Gli studiosi hanno effettuato analisi specifiche per studiare la presenza di eventuali batteri presenti all’interno dei ghiacciai.

Lo studio è stato eseguito facendo una buca di circa 50 metri nei ghiacciai dell’Altopiano del Tibet: con l’esame dei blocchi di ghiaccio si è giunti alla scoperta di 28 virus del tutto nuovi.

Si tratta di agenti patogeni di cui non si conosce né l’esistenza né i probabili effetti sull’uomo.

Lo studio dei virus che potrebbero diffondersi nell’ambiente

Secondo la ricerca degli scienziati, durata circa 5 anni, è possibile che i virus possano liberarsi nell’atmosfera per l’effetto del riscaldamento globale che porterebbe allo scioglimento dei ghiacciai. Gli scienziati, per arrivare a questa conclusione hanno prodotto uno studio prima sulla patina superiore del ghiacciaio bonificata con una lavatura di etanolo e acqua, poi hanno avanzato con gli esperimenti inserendo nella procedura tecniche genetiche e microbiologiche, allo scopo d'individuare la presenza del Dna nelle due provette di ghiaccio.

Agenti patogeni non conosciuti

Come riportato anche in un servizio de Le Iene, Lonnie Thompson, che ha partecipato alla stesura dell'articolo, non ha nascosto il suo entusiasmo per la ricerca del tutto "nuova". Il coautore attesta: "Il ghiaccio ospita diversi microbi, ma i virus associati e il loro impatto sui microbiomi del ghiaccio sono ancora inesplorati".

Al momento, pur lo studio si dimostri di grande interesse, in quanto rileva la presenza di virus inesplorati, la stesura della ricerca non è stata ancora giudicata dagli autori. Tuttavia gli scienziati non nascondo un notevole grado di preoccupazione, dovuta all’analisi dei patogeni estinti nel corso dei secoli, presenti nei ghiacciai che potrebbero diffondersi nell’atmosfera.

I virus potrebbero riemergere dai ghiacciai a causa del caldo

Scott Rogers, docente della Bowling Green State University nonché autore dell’opera "Scongelare antichi microbi: genomi emergenti in un mondo più caldo", fa presente nel libro come questo evento è più reale di quello che si potrebbe pensare. Infatti nel testo riporta come potrebbe diventare un'imminente sciagura la liberazione di batteri e virus nell’ambiente, un evento che piegherebbe “l'esistenza della vita sul pianeta”.

Nel grembo dei ghiacciai sono presenti dei rischi reali, da non sottovalutare. L’aumento delle temperature in tutto il globo potrebbe innescare quel meccanismo di liquefazione che porterebbe a sciogliere i ghiacciai, liberando microbi patogeni nell’ossigeno.

Secondo le dichiarazioni dell'autore, gli effetti si sono registrati in Serbia nel 2016, quando un virus rimasto da tempo inattivo si liberò dalla morsa del ghiaccio, diffondendosi nell’ambiente provocando il focolaio di antrace, a causa del quale perirono 8 persone.

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