Un incendio è scoppiato il 4 aprile nei pressi dell'ex centrale nucleare di Cernobyl in Ucraina. Dalle prime analisi che sono state svolte dai vigili del fuoco, è stata rilevata l'origine dolosa dell'accaduto, come è successo anche due anni fa. Le autorità ucraine hanno già avviato le indagini del caso per scoprire gli eventuali autori di questo atto criminale. La preoccupazione degli addetti ai lavori è principalmente la possibilità di un innalzamento dei valori radioattivi, ancora alti.

Le operazione di spegnimento dell'incendio

Le fiamme hanno invaso, nel corso della sua avanzata, 20 ettari di foresta intorno all'ex centrale elettrica danneggiata, situata a circa 100 chilometri a nord dalla capitale Kiev.

Per spegnere l'incendio sono state impiegate 130 unità tra vigili del fuoco e appartenenti della protezione civile. In più sono stati utilizzati anche due aerei canadair e un elicottero, in quanto il fuoco che si è sprigionato ha raggiunto delle proporzioni notevoli. La popolazione residente della zona circostante è stata fatta evacuare per precauzione. Nella zona "di alienazione", è stato mandato il capo di ispezione ecologica Yehor Firsov, che su un post su Facebook ha scritto la seguente dichiarazione: "Ci sono brutte notizie. Le radiazioni sono al di sopra della norma nel luogo dell'incendio. Come vedete nel video, gli indicatori segnano 0,14 e 2,3".

La storia della centrale nucleare di Cernobyl

La storia del disastro di Cernobyl è cominciata nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1986, esattamente 34 anni fa, quando il reattore numero 4 è esploso creando uno dei più gravi disastri della storia. Una sorta di esperimento ha creato l'incidente: durante dei test una nuvola di vapore pressurizzata ha fatto saltare in aria il coperchio di oltre mille tonnellate di cemento che ricopriva il nocciolo nucleare, liberando in aria una grande quantità di grafite e facendo scoppiare un incendio che ha sprigionato una enorme nube radioattiva che il vento ha fatto arrivare fino in Italia, contaminando praticamente mezza Europa.

Per contenere l'azione del reattore danneggiato, è stato necessario schermarlo con un sarcofago di cemento. Il danno prodotto è stato enorme: la città di Cernobyl, situata a 18 chilometri dalla centrale, è stata completamente evacuata, ed oggi è ancora una città fantasma, con il tempo che si è fermato a quel 26 aprile del 1986.

Gli altri tre reattori che hanno composto l'impianto hanno prodotto energia fino al 2000, quando le autorità russe ed ucraine hanno preso la decisione di spegnere completamente i reattori, una produzione che è arrivata ai tempi dell'URSS al 10% del totale nazionale.

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