Un incendio scoppiato all’alba di sabato 28 marzo ha devastato parte del settimo piano del Palazzo di giustizia a Milano. In particolare sono andati distrutti la cancelleria dei Giudici per le indagini preliminari e un archivio, che hanno sede in quella parte dell’edificio assieme al Tribunale di sorveglianza. Gravemente danneggiato anche il punto informativo presente in quell’area, normalmente utilizzato dal pubblico. Verso le 6,30 della mattina sono intervenuti una decina di mezzi dei vigili del fuoco che, nonostante le difficoltà a raggiungere la zona in cui le fiamme divampavano, sono riusciti a spegnere il rogo dopo circa due ore.

I pompieri hanno quindi disposto, per ragioni di sicurezza, la chiusura per inagibilità anche dei due piani sottostanti del Tribunale, che tra l’altro ospitano gli uffici della Direzione distrettuale antimafia, a causa delle infiltrazioni dell’acqua utilizzata per domare l’incendio, in attesa di ulteriori verifiche su eventuali danni statici all’imponente complesso.

Nessun ferito nell’incendio al Tribunale

A quanto pare le fiamme si sarebbero sprigionate proprio dall’archivio: in quel momento gli uffici giudiziari erano completamente deserti, a parte alcune guardie private che vigilavano all’ingresso dell’edificio. Del resto in questi giorni l’accesso al Tribunale è interdetto al pubblico e strettamente limitato anche per gli impiegati amministrativi e i magistrati, vista l’emergenza per la pandemia.

Così le aree ancora attive lavorano con il personale ridotto al minimo. Quindi si è subito escluso che qualcuno potesse essere rimasto coinvolto nell’incendio. Gravissimi invece i danni alle cose, in particolare ai documenti esaminati negli ultimi giorni, come sentenze e decreti di rinvio a giudizio.

Gli effetti dell’incendio sull’attività a Palazzo di Gustizia

“È un bel disastro, un incendio molto violento con danni terribili”, ha commentato il coordinatore del pool antiterrorismo Alberto Nobili, che ha effettuato un primo sopralluogo con il procuratore capo Francesco Greco. Nei prossimi giorni, dopo aver verificato la stabilità dell’edificio, bisognerà appurare se gli impianti elettrici potranno essere rimessi a norma in breve tempo, oppure se gli uffici essenziali dovranno essere temporaneamente ricollocati in altre aree per poter continuare a lavorare, anche se con i ranghi ridotti al minimo.

Inoltre bisognerà ricostruire tutti quei faldoni andati persi nel rogo: un lavoro che si preannuncia molto complesso. A questo scopo nelle scorse ore si è tenuta una prima riunione, a cui hanno partecipato i vertici del Tribunale, per decidere come operare in questa emergenza.

Si indaga sulle possibili cause dell’incendio

Nel frattempo si indaga sulle cause del rogo. Come ha spiegato il pm Nobili, al momento non sembrano esserci evidenze di responsabilità penali, ma si propende per considerare quanto accaduto un fatto accidentale. Infatti gli inquirenti ipotizzano che le fiamme si siano sprigionate da un cortocircuito agli impianti informatici del Tribunale, che spesso finiscono in “sovraccarico”, causando improvvisi black-out, che in passato hanno anche fatto bloccare gli ascensori.

Tuttavia le indagini sull’incendio sono ancora in corso e non si escludono ulteriori novità.

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