Un recente studio ha rivelato come le alte temperature estive stiano modificando significativamente il comportamento di caprioli e daini, in particolare nel Parco della Maremma. La ricerca, pubblicata su Integrative Zoology, evidenzia una maggiore attività notturna dei caprioli in risposta al caldo, un fenomeno osservato in otto aree protette della Toscana.
Condotto da un team dell’Università di Siena coordinato da Francesco Ferretti, con il supporto dell’Ente Parco della Maremma, della Regione Toscana e del PNRR National Biodiversity Future Center, lo studio ha impiegato fototrappole per oltre 12.400 giorni di campionamento estivo.
Questi strumenti hanno permesso di raccogliere dati dettagliati sul comportamento degli animali. I risultati dimostrano che i caprioli nel Parco della Maremma sono nettamente più attivi durante la notte nelle giornate più calde. Ferretti sottolinea che le temperature elevate rappresentano un fattore cruciale nel modificare le abitudini degli ungulati, con un impatto superiore a quello della presenza umana o di altre specie, evidenziando la sensibilità della fauna ai cambiamenti ambientali.
Impatto del caldo su caprioli e daini
Noemi Pallari, principale autrice dello studio e dottoranda dell’Università di Siena, ha spiegato che i caprioli riducono sensibilmente la loro attività diurna, incrementando quella notturna.
Questo cambiamento, tuttavia, comporta un maggior rischio di incontrare predatori come il lupo e può alterare i loro ritmi di alimentazione, con possibili ripercussioni sulla loro salute e riproduzione. I daini, pur mostrando una riduzione dell’attività diurna con il caldo, lo fanno in misura minore rispetto ai caprioli, continuando a bilanciare i propri ritmi con la necessità di evitare i predatori.
Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, ha evidenziato come questa ricerca metta in luce gli effetti a cascata dei cambiamenti climatici su numerosi aspetti ecologici, dalla distribuzione delle specie ai loro schemi comportamentali. L’analisi conferma che le variazioni di temperatura sono un elemento determinante nel comportamento della fauna selvatica nelle aree protette, rendendo indispensabile un monitoraggio costante.
Il ruolo del Parco della Maremma nel monitoraggio
Il Parco regionale della Maremma, istituito nel 1975 e esteso su circa 9.800 ettari lungo la costa grossetana, è un’area protetta di primaria importanza in Toscana. Caratterizzato da una ricca varietà di habitat, il parco si distingue per il suo impegno nella tutela della biodiversità attraverso il monitoraggio della fauna selvatica e la promozione di progetti di ricerca scientifica in collaborazione con università e centri specializzati. L’utilizzo di fototrappole, come in questo studio, è fondamentale per raccogliere dati oggettivi e continui sul comportamento animale, supportando efficacemente la gestione e la conservazione delle specie presenti nel territorio e lo sviluppo di strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, dimostrando la sua leadership nella conservazione.