Il Comune di Cicerale, nel cuore della provincia di Salerno, rinnova per il secondo anno consecutivo il suo impegno nella valorizzazione del Cece di Cicerale, un prodotto simbolo del territorio e riconosciuto come Presidio Slow Food. L'iniziativa si concretizza in un progetto di coltivazione partecipata su un terreno comunale, che accompagna e coinvolge la comunità in ogni fase produttiva, dalla semina alla raccolta, fino alla battitura e alla successiva degustazione.

La recente fase di raccolta ha visto la partecipazione attiva di importanti figure istituzionali e locali, tra cui il sindaco Giorgio Ruggiero, l'assessora Chiara Valva, l'Ambasciatrice della Dieta Mediterranea Giovanna Voria, le operatrici del Progetto GOL e numerosi volontari, testimoniando il forte legame della comunità con questa tradizione agricola.

Il calendario degli eventi prosegue con appuntamenti significativi: il 9 agosto si terrà la tradizionale battitura dei ceci nel suggestivo cortile di Palazzo Marchesale Primicile Carafa, un momento che sarà arricchito da uno spettacolo. La celebrazione culminerà il 17 agosto con la degustazione del raccolto, inserita nel programma della Festa dell’Emigrante. Inoltre, dall'11 al 14 agosto, il borgo cilentano sarà animato dalla Festa dei Ceci, organizzata dalla Pro Loco, un'occasione imperdibile per scoprire il prodotto attraverso iniziative enogastronomiche e culturali.

Caratteristiche e Coltivazione del Cece di Cicerale

Il Cece di Cicerale si distingue come una varietà autoctona del Cilento, la cui coltivazione vanta una storia millenaria nell’omonimo borgo salernitano.

Questo legume presenta caratteristiche uniche: è più piccolo e tondeggiante rispetto ai ceci comuni, con un colore più scuro e un sapore intenso e distintivo. Una delle sue peculiarità più apprezzate è la capacità di aumentare sensibilmente di volume durante la cottura, rendendolo particolarmente versatile in cucina. La sua produzione è profondamente radicata in pratiche agricole tradizionali, che escludono l'irrigazione e l'uso di prodotti chimici, preservando così l'integrità del terreno e del prodotto. La raccolta, che avviene a fine luglio, è un processo prevalentemente manuale a causa delle specifiche condizioni orografiche del territorio e della vicinanza dei baccelli al suolo. Dopo essere state estirpate, le piante vengono lasciate essiccare direttamente in campo, per poi procedere alla battitura.

Questa fase, cruciale, richiede ancora oggi l'impiego di metodi manuali o di piccole trebbiatrici, poiché la conformazione del terreno impedisce l'utilizzo di macchinari semoventi, a testimonianza della fatica e dedizione che caratterizzano questa coltura.

Il Presidio Slow Food e la tutela della tradizione

Il riconoscimento del Cece di Cicerale come Presidio Slow Food, avvenuto nel 2012, sottolinea l'importanza di questo legume non solo come eccellenza gastronomica, ma anche come baluardo di una tradizione agricola da salvaguardare. Il Presidio è attivamente sostenuto dal Comune di Cicerale e dal Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, enti che collaborano per un obiettivo comune: preservare e tramandare una pratica di coltivazione che si è evoluta di generazione in generazione.

La produzione è regolamentata da un disciplinare rigoroso che include la riproduzione familiare dei semi, un attento controllo dei quantitativi prodotti annualmente dai soci e un costante aggiornamento dell’albo dei terreni coltivati. Nonostante la sua importanza storica e culturale, sono oggi pochi i produttori che, con grande impegno e passione, continuano a mantenere viva questa pratica, custodendo gelosamente la semente originale del cece di Cicerale e assicurando la continuità di una coltura che è parte integrante dell'identità del territorio.