Edward Mukiibi, presidente internazionale di Slow Food, si appresta a guidare l'Assemblea dei partecipanti a Torino, un evento cruciale che segna la prima riunione mondiale dell'organizzazione dopo la scomparsa del fondatore, Carlo Petrini. L'incontro rappresenta un momento per raccogliere l'eredità di Petrini e rafforzare la rete globale di Slow Food, affrontando le sfide contemporanee attraverso il cibo.
L'Assemblea vedrà la partecipazione di circa 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi, con l'obiettivo di dare visibilità alle iniziative concrete della rete.
Tra i temi centrali figurano la tutela della biodiversità, il risparmio delle risorse agricole e le strategie per affrontare la siccità, mostrando ciò che sta realmente accadendo nelle diverse parti del mondo.
L'evento si terrà in concomitanza con Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre. Questa sedicesima edizione, ospitata nel centro cittadino, assume un significato particolare poiché coincide con i 40 anni di Slow Food Italia. Il claim "Biodiversity - Be Diversity" richiamerà il valore della biodiversità nelle sue dimensioni naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale.
Mukiibi ha ricordato la lungimiranza di Carlo Petrini, che nel 2022 aveva scelto di lasciare la guida dell'organizzazione per favorire una nuova leadership, più giovane e dinamica.
Questa decisione ha permesso a Slow Food di diventare una rete globale forte, dimostrando la validità della sua visione anche dopo la sua scomparsa, avvenuta nel maggio 2026.
Il Cibo come Strumento di Unione e Pace
Per il presidente internazionale di Slow Food, il cuore dell'evento sarà il confronto tra culture alimentari diverse. L'obiettivo è favorire il dialogo e la condivisione di conoscenze, permettendo alle persone di comprendere che, pur essendo diversi, non sono differenti. Questo scambio mira a mettere in comune soluzioni ai problemi che colpiscono territori lontani, come la crisi idrica che può unire esperienze tra Africa e Asia.
Mukiibi, candidato alla presidenza nelle elezioni di settembre, ha enfatizzato che il cibo è il principale strumento di cambiamento.
Attraverso di esso, è possibile costruire pace, creare speranza, rafforzare le relazioni tra le persone e contribuire a fermare il cambiamento climatico. Il cibo si configura come un linguaggio universale che unisce tutti i popoli.
Il suo primo incontro con Petrini nel 2008 a Terra Madre fu un "momento di grande ispirazione". Mukiibi ha sottolineato che l'assenza del fondatore unisce ancora di più il movimento, spingendolo a lavorare con maggiore determinazione per costruire un mondo buono, pulito e giusto e per difendere la sua eredità. Petrini era profondamente preoccupato per i conflitti e il cambiamento climatico, affidando al movimento la responsabilità di contrastare queste crisi globali.
La Visione Globale di Slow Food e la Leadership di Mukiibi
Nato nel 1986 a Roma da una protesta contro l'arrivo del primo McDonald's in Italia, il movimento Slow Food, fondato da Carlo Petrini, si è trasformato in una campagna mondiale per il cibo "buono, pulito e giusto". Oggi si definisce una rete internazionale di gruppi locali e attivisti, inclusi agricoltori, venditori di alimenti e ristoratori, con una presenza in oltre 160 Paesi.
Edward Mukiibi, agronomo e agricoltore ugandese, presidente dal 2022, è impegnato a portare avanti la visione di Petrini, dimostrando che un movimento nato in Europa può essere rilevante per le comunità dei Paesi in via di sviluppo. La sua esperienza personale, maturata nella gestione di una fattoria familiare in Uganda, influenza la sua prospettiva sull'agricoltura sostenibile e sul ruolo delle comunità.
Tra le sue priorità vi è la promozione di sistemi alimentari che garantiscano una giusta remunerazione agli agricoltori e prezzi accessibili ai consumatori, privilegiando filiere corte e mercati locali forti. Mukiibi ha inoltre evidenziato l'importanza di ascoltare maggiormente i piccoli agricoltori e le comunità locali, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, piuttosto che le agende delle grandi lobby agricole.