Gli incendi e le ondate di calore che hanno colpito Francia, Spagna e altre regioni d'Europa hanno già causato danni economici superiori a 3 miliardi di euro quest'anno. Nei primi due mesi della stagione degli incendi, quasi mezzo milione di ettari è andato in fumo, con un impatto economico di 3,1 miliardi di euro solo per i cinque paesi dell’Eurozona più colpiti: Portogallo, Grecia, Romania, Francia e Spagna.
Questa cifra supera nettamente le stime medie annuali della Commissione europea, che indicavano un impatto di 2,5 miliardi di euro per l’intera Unione europea.
I calcoli si basano sulla metodologia utilizzata dalla Commissione e sui dati del governo francese, rappresentando il cosiddetto costo di 'restauro' per riportare le aree bruciate al loro stato precedente, un modo per quantificarne il valore economico. Il valore considera reimpianto e manutenzione, con costi variabili in base al tipo di terreno e all'età delle foreste coinvolte.
Danni economici e settori in crisi
L’impatto complessivo degli incendi è destinato a essere significativamente superiore ai 3,1 miliardi di euro stimati. Compagnie assicurative, famiglie e imprese stanno ancora quantificando i danni a proprietà, raccolti e le interruzioni al turismo estivo. Ulteriori costi emergeranno, tra cui l'aumento dei premi assicurativi, la non assicurabilità di beni, la diminuzione dei visitatori e la necessità di investimenti in attrezzature antincendio.
I calcoli attuali non riflettono pienamente gli incendi più recenti in Grecia. In Francia, il dipartimento della Gironda, polo industriale per difesa, aerospazio e vino, ha visto la sospensione delle attività di aziende come Safran, Dassault Aviation e ArianeGroup. Anche ostricoltura e turismo hanno subito gravi danni. La Camera di Commercio e Industria della Gironda ha rilevato almeno 40.000 imprese direttamente colpite, con 19.500 completamente chiuse e tra 120.000 e 150.000 dipendenti in cassa integrazione a fine luglio.
Effetti a cascata: siccità e impatto sul PIL
Oltre agli incendi, i costi legati alla siccità devono ancora essere pienamente valutati. Il calo del livello dell’acqua nei fiumi Reno e Danubio causa interruzioni nel trasporto merci e tagli alla produzione, con ripercussioni su aziende chimiche e centrali nucleari che dipendono da questi corsi d’acqua per il raffreddamento.
In Spagna, i roghi hanno colpito aree rurali a 50 chilometri dalla capitale, distruggendo case, aziende e veicoli, e causando la perdita di 18.500 ettari di terreno utile (principalmente pascoli).
Gli effetti economici complessivi degli incendi potrebbero essere molto superiori alle medie storiche. Sarah Meier, esperta di economia climatica, ha stimato che il vero impatto economico dei soli incendi potrebbe essere più che triplo rispetto alla media annua di 2,1 miliardi di euro di PIL perso (2011-2018 per Portogallo, Spagna, Italia e Grecia), avvertendo che un'estensione alle città aumenterebbe drasticamente i costi. Andrew Kenningham, capo economista europeo, ha notato "paradossali effetti positivi sul PIL" dai disastri naturali, grazie agli aiuti e ai risarcimenti che stimolano la ricostruzione. Meier ha però replicato: "questa non è una crescita economica che ci piace, è solo la sostituzione di capitale distrutto".