Il Veneto ha vissuto il quarto luglio più caldo dal 1991, anno di avvio della rete di stazioni meteorologiche regionali. Il mese ha registrato un'anomalia termica significativa di +2,1 gradi rispetto alla norma del periodo 1991-2020. Il bimestre giugno-luglio si è attestato come il secondo più caldo almeno dal 1991, con un'anomalia di +2,5 gradi.

Durante luglio, la regione è stata interessata da due ondate di calore: la prima si è manifestata tra il 7 e il 16 luglio, mentre la seconda ha avuto inizio tra il 29 e il 30 luglio ed era ancora in corso al momento della rilevazione.

Tra l’8 e il 18 luglio si è verificata anche un'ondata di forte disagio fisico, la sesta più lunga ed estesa mai registrata. Questa ha coinvolto fino al 70% delle stazioni di pianura e collina, con valori dell’indice Humidex che hanno superato i 47 gradi in alcuni casi. Nelle aree di pianura, si sono contate in media 15 notti tropicali, il terzo valore più elevato dal 1991 e nove in più rispetto alla media 1991-2020. Si sono registrate inoltre 24 giornate estive con temperatura massima superiore ai 30 °C, sette in più della norma.

Record di temperatura e impatti sulle Alpi

Tra il 30 e il 31 luglio, sono stati polverizzati numerosi record di temperatura. In particolare, si sono registrati 45 record decadali per le temperature massime.

Punte di 39,2 °C sono state toccate a Castelfranco Veneto (Treviso) e Trebaseleghe (Padova), con quest'ultima che ha stabilito un nuovo record assoluto. A Cittadella (Padova) la colonnina di mercurio ha raggiunto i 38,9 °C. Il caldo eccezionale non ha risparmiato le aree montane: a Costalta, frazione di San Pietro di Cadore (Belluno) situata a 1.232 metri di altitudine, la temperatura ha toccato i 32,4 °C.

Sulle Dolomiti, le alte temperature hanno accelerato la fusione dei ghiacciai e il degrado del permafrost. Sul Piz Boè, lo strato attivo ha raggiunto una profondità di 7,4 metri, ben 2,9 metri in più rispetto alla media del periodo 2011-2015. A differenza della norma stagionale, sui ghiacciai non si sono verificate nevicate.

Precipitazioni e l'estate più calda dal 1992

Le precipitazioni di luglio sono risultate complessivamente in linea con la norma, con una variazione del -9%. Tuttavia, si sono osservate forti differenze territoriali: deficit tra il 20 e il 50% hanno interessato le zone di montagna e pedemontana, mentre nella pianura meridionale le anomalie sono risultate superiori alla media.

La prima metà dell’estate meteorologica 2026, che va dal 1° giugno al 20 luglio, è stata la più calda mai registrata dalla rete osservativa regionale, attiva dal 1992. La temperatura media regionale del periodo ha superato per la prima volta i 23 °C, stabilendo un nuovo primato assoluto e superando i precedenti record del 2003 e del 2022, entrambi attestati a 22,7 °C.