A Napoli, il 10 settembre 2026, l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro ha discusso del depuratore di Nusco. L’incontro ha evidenziato le criticità dell’impianto (emissioni odorigene e conformità scarichi). La Regione Campania attende la relazione ARPAC, essenziale per definire il quadro tecnico, verificare il rispetto dell’AIA e individuare interventi. Pecoraro ha ricordato il finanziamento regionale di 5 milioni di euro per la rifunzionalizzazione impianti ASI e la disponibilità a valutare ulteriori azioni. Il depuratore è strategico per l’area industriale, da mantenere efficiente e conforme alle autorizzazioni.

Il tavolo si aggiornerà a relazione ARPAC disponibile.

Depuratore F1-F2: non conformità e diffida

La vicenda del depuratore industriale Nusco F1-F2 è emersa tra controlli ARPAC e diffida regionale, dopo miasmi tra Nusco e Lioni. Due campionamenti ARPAC sullo scarico finale hanno rilevato non conformità. Il 14 aprile 2026, superamenti per azoto nitrico e tensioattivi totali. Il 1° luglio 2026, sette parametri fuori limite nello scarico su suolo (solidi sospesi, BOD5, COD, cloruri). Il Torrente Iemale era asciutto; maggio-ottobre si applicano limiti specifici per scarico su suolo. La Regione Campania ha diffidato S.I.G.E. (5 agosto 2026) a ripristinare il normale funzionamento secondo l’AIA, richiedendo relazione tecnica asseverata.

La diffida apre una fase di verifica su interventi e controlli.

Miasmi, rifiuti e ozonizzazione

Sui miasmi, S.I.G.E. il 19 agosto ha riferito manutenzioni agli scrubber e completamento approvvigionamento pompe dosatrici. La società ha sostenuto di aver ridotto gli odori limitando l’acquisizione di rifiuti che li producono, collegando la gestione dei conferimenti alla riduzione degli odori, senza chiarire codici EER, quantità e provenienze. L’autorizzazione consente, maggio-ottobre, fino a 120 m³/giorno di percolato e 300 m³/giorno di altri rifiuti liquidi (max 420 m³/giorno). Un prospetto completo degli ingressi effettivi (1° luglio - 5 agosto 2026) non è nel fascicolo. L’ozonizzazione (dicembre 2025) e ripresa attività IPPC (gennaio 2026), ha registrato un guasto ARPAC (24 marzo 2026).

Negli scritti difensivi S.I.G.E. (8 giugno), è stato indicato il mancato collaudo definitivo del comparto di post-ozonizzazione.

Questioni aperte e controlli futuri

Le criticità ambientali documentate sono distinte da valutazioni sanitarie. Nel fascicolo, manca una valutazione sanitaria conclusiva che colleghi i miasmi a un danno per la salute. Il procedimento non è chiuso: restano da chiarire conferimenti, piena funzionalità sistemi abbattimento odori, esito ispezione AIA e controlli su falda, scarico, aria e Torrente Iemale. Un controllo ARPAC (17 febbraio 2025) era conforme chimico-biologicamente ma non accettabile ecotossicologicamente. La CGIL Avellino ha richiesto un tavolo tecnico in Prefettura.