Il 9 settembre 2026, malgrado la pioggia, una protesta contro il progetto di una nuova discarica nella Valle del Bretta ha visto la partecipazione di cittadini, sindaci, comitati e associazioni. Uniti contro l'impianto di rifiuti pericolosi, i manifestanti hanno ribadito il "no" al progetto, chiedendo attenzione per un'area gravata da decenni di rifiuti.
Il consigliere di minoranza Gregorio Cappelli ha definito la manifestazione "riuscita", notando la partecipazione nonostante il maltempo. "Quando una comunità sente che qualcosa di importante è in gioco, nemmeno la pioggia riesce a fermarla", ha dichiarato Cappelli, ringraziando i presenti.
Il progetto "Belvedere" e le criticità
La contestazione riguarda la discarica "Belvedere", prevista nell'Alta Valle del Bretta per rifiuti pericolosi. Criticate le modalità di pubblicazione degli atti (10 agosto 2026) e il progetto. Il termine di 30 giorni per le osservazioni è stato giudicato sfavorevole, essendo estivo. Circa cento persone, tra cittadini, comitati, associazioni e amministratori, hanno preso parte alla protesta.
Le preoccupazioni riguardano la fragilità ambientale, la già significativa presenza di rifiuti, i possibili impatti su ambiente e turismo, e la mancanza di confronto preventivo. La richiesta principale è di non aggiungere un nuovo impianto in un'area che ha già sopportato per decenni il peso dei rifiuti.
La difesa della Valle del Bretta
Cappelli ha collegato la protesta alla storia della Valle del Bretta, gravata da decenni di attività legate ai rifiuti. Ha ribadito la ferma contrarietà a un nuovo impianto, assicurando attenzione costante e difesa.