Entra nella fase progettuale la revisione e il completamento del Piano paesaggistico regionale della Sardegna. Questo passaggio cruciale è stato al centro della conferenza I Paesaggi delle Comunità, svoltasi l’8 settembre 2026 alla Fiera di Cagliari, dove la Regione ha presentato gli esiti dei nove incontri territoriali organizzati nella prima parte del percorso.
Il PPR, istituito nel 2006, rappresenta lo strumento fondamentale che disciplina la tutela e la trasformazione del territorio sardo. La fase preliminare di questo ampio lavoro ha visto la partecipazione attiva di oltre 500 individui e ha raccolto 120 preziosi contributi.
La conferenza di Cagliari ha richiamato circa 300 partecipanti tra sindaci, amministratori, tecnici, sindacalisti e rappresentanti delle associazioni, con ben 17 interventi che hanno arricchito le discussioni della mattinata.
Dal confronto territoriale al lavoro progettuale
I dialoghi intrapresi durante questi incontri territoriali hanno rivelato un interesse diffuso e profondo per il tema della tutela del paesaggio. Parallelamente, è emersa una chiara richiesta per la definizione di regole più aderenti e capaci di rispondere alle peculiarità dei diversi territori sardi. Francesco Spanedda, assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, ha sottolineato questa transizione come l’avvio di una fase più operativa e progettuale nel percorso di revisione del PPR.
Spanedda ha descritto la conferenza come un “momento di cerniera”, un punto cruciale. Ha affermato: “Dopo il lavoro svolto nei territori, iniziamo a ragionare su aspetti più marcatamente progettuali. Il confronto ha evidenziato una posizione positiva sul tema della tutela, ma anche la necessità di una disciplina capace di rapportarsi in modo più puntuale alle diverse realtà della Sardegna”. Questo evidenzia il duplice obiettivo: mantenere una robusta protezione garantendo al contempo una pratica applicabilità.
Il nuovo PPR dovrà ora confrontarsi con un quadro profondamente mutato rispetto alla sua formulazione originaria del 2006. Le sfide individuate includono i cambiamenti climatici, la crescente frequenza di eventi estremi, l’imperativo della transizione energetica e la persistente problematica dello spopolamento, che colpisce in particolare le aree interne dell’isola.
Tra le nuove pressioni sul territorio rientra anche lo sviluppo degli impianti per le energie rinnovabili, un tema intrinsecamente legato all’urgente necessità di uno strumento normativo in grado di governare queste trasformazioni senza compromettere il principio fondamentale della tutela.
Laboratori territoriali e co-pianificazione
La fase successiva di questo processo articolato prevede l’avvio dei laboratori territoriali. L’obiettivo dichiarato di questi laboratori è identificare condizioni specifiche che consentano di adattare sia gli insediamenti che i paesaggi alle mutevoli condizioni di vita attuali. Questo approccio mira a garantire che il piano rimanga dinamico e pertinente. Il confronto continuo con i territori proseguirà parallelamente al lavoro tecnico e istituzionale, favorendo uno sviluppo collaborativo e inclusivo del nuovo PPR.