La vicenda del Bosco Ospizio di Reggio Emilia è approdata alla Camera dei Deputati, portando la protesta all'attenzione nazionale. Una delegazione di attivisti, impegnati nella difesa dell'area verde, ha partecipato a una conferenza stampa a Montecitorio. L'iniziativa è stata promossa dai parlamentari del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e Antonio Ferrara, autori di un'interrogazione parlamentare. L'evento si è svolto il 9 settembre 2026, amplificando il dissenso dopo la notizia diffusa il giorno precedente.

Il progetto approvato nell’area verde

Al centro della controversia vi è un'area verde di oltre quattro ettari a Reggio Emilia, destinata a un intervento collegato a Conad. Il progetto esecutivo, presentato dalla cooperativa a inizio anno, ha ricevuto l'approvazione tramite una convenzione con il Comune di Reggio Emilia e il via libera del Consiglio comunale. La decisione ha generato divisioni in aula e tra i membri della maggioranza, con l'opposizione dei Verdi. L'intervento prevede non solo un supermercato, ma anche una nuova biblioteca, una casa della salute con ambulatori medici e un polo di servizi sociali pubblici. Tuttavia, il progetto comporta un consumo di suolo di 30.000 metri quadrati e l'abbattimento di circa cento alberi, elementi che hanno alimentato una forte opposizione.

Le contestazioni sono iniziate nel 2015, poco dopo l'acquisto dell'area. Il dissenso si è manifestato attraverso flash mob, campagne di boicottaggio, sit-in e iniziative dirette nell'area. Due anni e mezzo fa, la nascita dell'assemblea Bosco Ospizio ha consolidato il movimento, riunendo diverse componenti cittadine. Il percorso di opposizione ha ricevuto il sostegno di figure accademiche e professionisti, tra cui Luca Mercalli e Telmo Pievani.

Il presidio permanente e le posizioni contrapposte

La tensione è culminata il 3 agosto 2026, quando centinaia di attivisti hanno bloccato fisicamente le ruspe, impedendo l'inizio dei lavorie dando vita a un presidio permanente nell'area. Un gesto che ha segnato un punto di svolta nella mobilitazione.

Dieci giorni prima, un incontro tra attivisti e vertici Conad non aveva sortito l'effetto sperato: gli attivisti avevano chiesto lo stop al progetto, ma la cooperativa ha ribadito l'intenzione di proseguire, proponendo di finanziare una riforestazione altrove. La situazione nel quartiere e nelle aree limitrofe rimane complessa: una parte dei residenti è favorevole ai nuovi servizi, mentre un'altra continua a battersi per la salvaguardia del Bosco Ospizio.