Dal bilancio del 2011 nella lotta contro l’evasione gli italiani non sembrano proprio fare una bella figura. I numeri parlano chiaro: i dati diffusi dalla Guardia di Finanza per l’attività svolta nel 2011 parlano di 7500 evasori totali, cioè completamente sconosciuti al Fisco, di redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi e di 8 miliardi di Iva evasa. Davanti a queste cifre, le norme anti evasione intraprese dal Governo Monti con l’inizio dell’anno non appaiono certo eccessive, anzi, sembrano quanto mai utili e necessarie.

Se i dati dell’ultimo anno sull’evasione mostrano una situazione alquanto preoccupante, non bisogna pensare, purtroppo che si sia trattato di un caso isolato.

Queste cifre  non si discostano molto da quelle degli anni precedenti: gli italiani sono tradizionalmente conosciuti come  un “popolo di evasori” e non solo nel 2011. A provare a invertire questa tendenza è arrivato il presidente del Consiglio Mario Monti, che nei suoi programmi per “salvare” il Paese ha fatto della lotta all’evasione uno dei punti chiave delle sue mosse politiche. Il premier non si è mai stancato di ripetere che chi evade le tasse non solo danneggia tutti i cittadini onesti, ma  “offre ai propri figli un pane avvelenato”, perché “li renderà cittadini di un Paese non vivibile”.

Accompagnati a questi avvertimenti di “carattere morale”, il Governo ha quindi deciso di fare il pugno duro e di combattere l’evasione con tutti i mezzi a sua disposizione, in una lotta che non sembra più ammettere concessioni a chi ha ancora intenzione di evadere il Fisco.

La norma sulla tracciabilità dei pagamenti sopra i mille euro e i controlli capillari e diffusi sui conti correnti da parte dell’Agenzia delle Entrate rappresentano dei provvedimenti estremamente significativi per la lotta all’evasione.

In questa maxi lotta all’evasione sono stati coinvolti tutti i cittadini: l’Agenzia delle Entrate, grazie al “redditometro” uno strumento con cui verrà stimato il reddito dei cittadini in base al loro stile di vita e a Serpico, un super cervellone della Sogei in grado di lavorare 24 ore su 24 e di elaborare 22mila dati al secondo, potrà controllare i conti di tutti i cittadini e rivelare le eventuali anomalie nei comportamenti finanziari di tutti. Una maggiore diffusione dei pagamenti elettronici, infine, aiuterà a controllare con maggiore efficacia un numero molto più elevato di transazioni di denaro.

Questi sono gli interventi del Governo. Ora si attende la reazione degli italiani. La sensibilità degli italiani sembra comunque già essere cambiata: se fino a qualche mese fa l’evasione faceva sorridere, oggi molti si indignano davanti agli evasori. Sarà dunque il 2012 l’anno della svolta anche nell’atteggiamento egli italiani nei confronti del Fisco? Intanto le misure del Governo sono partite, come a dire “o con le buone o con le cattive l’evasione va sconfitta”. Si dovrà attendere il prossimo anno, davanti ai bilanci sull’evasione del 2012, per vedere se davvero gli italiani si salveranno o ci rimetteranno ancora la faccia.