La raccolta della prima rata dell'Imu è andata secondo le aspettative. Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato i dati sul gettito: 9,6 miliardi di euro, in linea con le previsioni del decreto Salva-Italia. Di questi, circa il 59% del totale spetta per legge ai Comuni (ovvero il totale delle imposte sulla prima casa e la metà di quelle sugli altri immobili), la parte restante finirà nelle casse dell'amministrazione centrale.

I dati diffusi possono essere letti in base a due criteri: il livello del gettito totale di ogni città e la quota versata pro capite.

Seguendo il primo orientamento, Roma è la città che ha pagato di più, poco sopra il miliardo di euro, seguita da Milano (681 milioni), Torino (428,2 milioni), Napoli (317,6 milioni) e Genova (214,8 milioni). Chiudono la classifica invece i capoluoghi delle province più recenti, destinate alla scomparsa o all'accorpamento in seguito alla spending review. Cinque di queste sono sarde:  Ogliastra, Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Oristano e Nuoro.

Volendo invece considerare gli importi per abitante, la capitale e le maggiori città scivolano in classifica (Roma al sesto posto e Milano al dodicesimo, rispettivamente con 236,4 e 213,6 euro pro capite), superate dalla capofila Aosta, in cui ogni cittadino ha speso 347,1 euro.

A seguire, ritornano in alto le città con i valori assoluti più bassi. A causa della maggior presenza di seconde case, sulle quali l'Imu è più pesante, località come Olbia-Tempio hanno raggiunto livelli pro-capite più elevati.

Nonostante la riscossione della rediviva imposta sugli immobili sia ormai entrata a regime, non sono ancora finite le polemiche né i possibili aggiustamenti in corso d'opera. E' probabile infatti che il prossimo tavolo di confronto tra il Governo e Anci regali ai Comuni l'intero gettito dell'Imu a partire dal 2013, in cambio di nuovi tagli al fondo di riequilibrio sul federalismo.

Ma le scintille potrebbero arrivare a dicembre, e non saranno quelle dei fuochi d'artificio della notte di Capodanno.  Con la terza rata dell'Imu, infatti, si profilano stangate che addirittura esaurirebbero la tredicesima.

Stavolta la palla è in mano ai Comuni, che eseguiranno il saldo sulla base delle proprie percentuali e non su quelle fissate dal Governo. Il timore è che i sindaci tentino di recuperare risorse modificando a loro favore le aliquote Imu, per bilanciare il recente taglio di 2,5 miliardi e mezzo in due anni deciso a Roma.