La sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri ha ospitato lo scorso 13 settembre l’evento “L’altro ieri, la dittatura: per non dimenticare. Colloquio sulla storia argentina negli anni dal 1974 al 1983”. Ha moderato il dibattito il giornalista Roberto Da Rin, già da anni corrispondente esteri per il Sudamerica del Sole 24 Ore.

Sono intervenute persone che hanno subito in vari modi le azioni nefaste della dittatura Videla di quegli anni, descrivendo le atrocità a cui sono stati sottoposti tanti cittadini argentini, con 30 mila scomparsi, i cosiddetti desaparecidos.

Tra questi interventi, uno dei più toccanti è stato quello di Taty Almeida, con il classico fazzoletto bianco sul capo, rappresentante delle Madres di Plaza de Mayo, che ha raccontato e descritto le torture e le sofferenze delle madri. Ha parlato di madri in attesa costrette a partorire e perdere i propri figli appena nati. Lei ha perso i suoi tre figli e non si darà pace fino a che non potrà dare loro una sepoltura.

Carlos Cherniak, ministro diplomatico dell’Ambasciata Argentina a Roma, ha parlato a nome dell’attuale governo argentino della presidente Cristina Fernandez de Kirchner. Durante un breve excursus storico, ha fatto più volte riferimento all’influenza degli Stati Uniti come sostenitori dei membri del colpo di stato, menzionando anche personaggi argentini legati alla loggia P2 di Licio Gelli.

Al termine del convegno ha preso la parola il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, compiacendosi che i tribunali argentini ed anche italiani abbiano condannato i colpevoli della dittatura. Il governo italiano – ha riferito il Ministro – si è costituito parte civile nei processi ed è in piena intesa con gli argentini per fornire la mole di documentazione in possesso del Ministero degli Esteri italiano e dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires.